martedì, 15 maggio 2007

title:
time: 15:53

Botte e risposte

 

Un gruppo di discussione (sarebbe meglio dire di insulti) esterno al mio sito  “Scherzibiblici” commenta il mio commento. Ho deciso di pubblicare su questo blog il resoconto di tali discussioni perché penso (forse a torto) di essere dotato di sufficiente senso dell’ironia e di autoironia da voler  condividere il tenore degli interventi. Cominciamo!

 

Da Nano Bagonghi

 

Ho perso circa 3 minuti nella lettura dei 3 capitoli gratuiti sul sito indicato. Posso testimoniare che il commento biblico riportato *NON* e' satirico, *NON* e' arguto, ed e' divertente piu' o meno come una tonsillectomia. In casa ho almeno 300 libri che possono definirsi, a vario titolo e in diversa gradazione, umoristici, ironici, arguti, satirici. Quindi sono un estimatore del settore, ed ero partito ben disposto. Disgraziatamente non ho trovato la benche' minima traccia di umorismo nelle sue pagine. Ringraziando Dio, sono ateo, quindi non ho nemmeno corso il rischio di scandalizzarmi.
L'unico dibattito che puo' suscitare il suo libro e': ma 200 pagine non saranno poche per un fermaporta ? Ma lei pensa veramente che cose come queste facciano ridere ? Ma che tristezza... e' tutta una sfilza di commentini puerili e forzati o dotti e forzati. Questo commento che potrei definire eufemisticamente
"non entusiastico" e' in parte un atto dovuto che riservo a tutti quelli che fanno autopromozione quando
dovrebbero invece subire un autodafe'... Non c'e' niente di personale. Quindi la prego di non perdere tempo rispondendomi: non ho il minimo interesse in lei come essere umano, ma solo come scrittore di gomma da tartassare un po'. L'autore e' evidentemente una persona colta. Una persona che, pur avendo in evidente disprezzo la religione e in specie la bibbia, ha perso un sacco di tempo a studiarla e farne l'esegesi per poter partorire 4 battutine striminzite... Inquietante. Come se io che aborro lo sport mi leggessi tutte la mattine la gazzetta solo per poterne poi parlare male... Ho di meglio da fare. Non riesco proprio a vedere il target di pubblico per 'sto libro: per gradirlo bisogna chiaramente non essere religiosi, altrimenti immagino che uno dopo 2 pagine gli dia fuoco e amen. Poi bisogna avere un senso dell'umorismo terra-terra, vanziniano, per poter essere titillati dalle facezie che vengono snocciolate come per bocca di un pierino di 3a elementare. D'altro canto pero', per poter capire certe cosettine sparpagliate qua e la', bisogna avere una buona cultura, biblica e non, probabilmente superiore a quella che ritroviamo persino nel credente medio... Penso che tutto cio' ci dica molto sull'universo interiore dell'autore, sicuramente molto piu' di quello che eravamo interessati a sapere... addio, e in bocca al lupo per il suo libro: se vende, vorra' dire che ho sopravvalutato
il genere umano. E non sarebbe la prima volta...

 

R. Ofidio

Sono grato all’interlocutore ateo (che ringrazia Dio di esserlo,mahh!) Nano Bagonghi per il suo contributo alla discussione che ha avuto il privilegio di iniziare. Tale gratitudine è altresì doverosa poiché mi consente di fare alcune considerazioni che per comodità espositiva seguono gli argomenti proposti.

L’interlocutore lamenta, in primis, di aver perso 3 minuti per leggere le 12 pagine dei primi 3 capitoli. Complimenti! Sfido chiunque a fare altrettanto e capire quanto si è letto. Evidentemente i 300 libri della sua libreria lo hanno allenato a tali performances! Io non ci riesco ancora dopo la lettura di migliaia  di libri ma non dispero, prima o poi ci riuscirò malgrado sia duro di comprendonio. Afferma che quanto letto non sia satirico, arguto o divertente. Concordo solo sull’ultimo aggettivo. Ciò che ci fa divertire è soggettivo e attiene ai nostri processi cognitivi, non a caso chi se ne intende dice che l’umorismo passa attraverso la mente, contrariamente al dramma che passa dal cuore e dalle viscere. Diverso è il discorso per la satira. Essa può piacere o non piacere ma sempre satira resta. Lo stesso per l’arguzia che deve essere posseduta in abbondanza dall’interlocutore, visto che vorrebbe usare il libro per fermoposta. Veramente sublime! A parte il fatto che vuol decidere per me se rispondergli o meno, afferma poi che non ha alcun interesse per me come essere umano. Forse è questa, umorismo a parte, la sostanziale differenza tra noi. Io ne ho moltissimo per lui, non se ne dolga, non per masochismo ma semplicemente perché è una  persona che va rispettata in quanto tale. Sempre il bravo interlocutore afferma che ho in disprezzo la religione e la Bibbia. Si sbaglia completamente e di grosso, la parola religione deriva da religo, unire, mettere insieme. Sono fermamente convinto che essa sia utile alla società perché costituisce un collante tra le persone appartenenti ad un dato gruppo sociale. Nel mio libro non troverà (ah, già, non lo legge) mai una solo parola di critica nei confronti dei credenti o di chicchessia. Io combatto le idee e non chi le professa. Troppo arduo il concetto? Fa niente, se ne faccia una ragione! Se poi  il frettoloso interlocutore avesse impiegato un po’ di più dei 3 minuti, avrebbe letto nella presentazione del sito e capito (forse) la considerazione che ho della Bibbia. Ma tanto è, non si può pretendere troppo. Il nostro eroe immagina che dopo due pagine si possa dare fuoco al libro. Non ho difficoltà a credergli! Altri prima di lui lo hanno fatto e insieme ai libri hanno mandato al rogo anche i loro autori. Esemplare! Però è triste pensare che vi sono persone che lo farebbero ancora. Se fosse per me, li costringerei a leggere a vita per punizione! Bella differenza, vero? Per terminare, ma lui l’ha letta la Bibbia? Evidentemente no, altrimenti avrebbe discusso di fatti e non solo di umorismo di cui è piena la Scrittura.

Da Ceffo

 

Le più elementari regole del marketing prevedono che, per promuovere un libro o un film, si rendano disponibili ai potenziali acquirenti gli stralci più significativi e accattivanti. Supponendo che tu non faccia
eccezione mi domando di che morte deve morire l'incauto che comprasse il tuo libro visto il rincorrersi di argomenti visti e rivisti ("cavoli già putridi non rifriggeteli" direbbe Berchet) come il cogliere echi di politeismo in "Elohim" (meglio di te l'ha fatto Borges ad esempio, lo fa anche Odifreddi nel suo ultimo libro che tu cerchi maldestramente di imitare). Anche il livello del tuo umorismo è piuttosto scadente, e qui concordo il Bagonghi, e si limita a infantili sberleffi (dire che dio ha fatto un gran casino, che è il Sommo elettricista, scrivere "fichissimo" o "poffarbacco" non fa ridere, fa solo pensare che l'autore nasconda la
mancanza di argomenti con un immotivato sarcasmo).   Leggo sempre con piacere libri che mirano a smontare quelle che per me sono volgarità intellettuali ma temo che il tuo libro renda un pessimo
servizio alla causa del razionalismo. D'altra parte cosa aspettarsi da uno che crede che "bisessuale" e "ermafrodito" siano sinonimi?

R. Ofidio

Per quanto riguarda Ceffo sono d’accordo anche con lui per la concezione dell’umorismo, esso è soggettivo. Non pretendo l’originalità per quanto attiene al problema del politeismo che non è solo un eco, la Bibbia ne è piena di questi echi, riportati ben prima di Borges, ad es. da Voltaire. Ma quando ci si abitua a fare i conti con i fatti? Temo mai! Ci si limita a parlare senza argomenti, facile no? Ma scorretto sì! Il nostro Ceffo (non faccio ironie, non farebbe ridere!) mi accusa di aver maldestramente imitato Odifreddi. Sicuramente ignora (quante cose si ignorano!) che il libro del citato autore è stato pubblicato nel mese di Marzo del 2007, il mio nel Dicembre del 2006 come risulta dalla copertina e da tutte le registrazioni effettuate per legge. Si è mai vista una imitazione che precede l’originale? Per il Ceffo, evidentemente, si! Sembra di ritrovare una tipica scena biblica! Sempre il Ceffo (senza aggettivi) mi accusa di credere che “bisessuale e “ermafrodito” siano sinonimi. Bene, per tranquillizzarlo, riporto la definizione del Devoto-Oli: “che ha i caratteri di entrambi i sessi, lo stesso che ermafrodito”. Contento o ignori e contesti anche il Dizionario della lingua italiana dei famosissimi e autorevoli autori?

Da Dan il pericoloso

 

Riduci quelle dodici togliendovi il testo biblico, calcola che le tue aggiunte non sono del tipo che richiede ponderazione e tempo per essere comprese e vedrai che tre minuti sono anche tanti. No, no, Nano ha detto, più educatamente di quanto non stia per fare io, che il tuo libro gli è parsa una cazzatina e che non vi avrebbe perduto tempo. Cala le arie: non sei Giordano Bruno, sei uno che racconta barzellette sceme (per la qual colpa nessuno è mai morto, purtroppo), se n'è stampato un libro e fa tristemente il battone sui blog di splinder per accattare qualche contatto.

Auguri, comunque.

R. Ofidio

Dopo il Nano e il Ceffo, ecco Dan il pericoloso (in nomine omen! Ma che lo fanno apposta?) che cerca di difendere Nano. Niente di male, per carità ma un po’ di fantasia personale non guasterebbe,comunque entriamo nel merito! Dan dice che togliendo il testo biblico 3 minuti sono anche tanti. Il gentile lettore, come altri, commette proprio l’errore che andrebbe evitato ad ogni costo: non leggere la Bibbia! Se si prendesse la briga di farlo sicuramente troverebbe più divertente il fatto che Jahavè crea 3 volte il sole, 2 volte Adamo, una volta e mezzo Eva e fa apparire personaggi non creati, per non parlare di altre amenità del genere nel corso di tutta la Genesi e oltre. A me, povero mortale, si addebita di scrivere “cazzatine” non divertenti e si passano sotto silenzio “cazzate” ben più importanti, visto l’autore che le ispira!

Per quanto riguarda la storia del fuoco al libro risulta che anche Dan, nel farsi avvocato difensore, è un lettore frettoloso, questa volta di Nano. Gli consiglio di rileggere più attentamente (se ci riesce) quanto scritto dal suo assistito.

Conosci anche Giordano Bruno? Forse ne conosci solo il nome e l’episodio, se ne conoscessi anche il pensiero saresti più indulgente. Se lo desideri posso compilarti la lista delle migliaia di persone che hanno fatto la stessa fine; ma non ne vale la pena sprecherei acqua e sapone, come si dice.

Apprezzo moltissimo la tua finezza morale nel dolerti che purtroppo nessuno sia morto perché racconta barzellette sceme. Saresti stato un ottimo inquisitore ma dentro lo sei rimasto. Anche gli insulti personali, poi, ti qualificano. Bravo! Sarò pure battone ma mai quanto coloro che prostituiscono i loro limitati neuroni cerebrali, mai quanto il primo e secondo patriarca Abramo e Isacco che prostituivano le mogli. Ah già, scusa, tu non hai letto la Bibbia!

Ti ringrazio per gli auguri finali; che faccio, mi tocco?

 

Scherzi (biblici) a parte, almeno un merito il frettoloso lettore me lo attribuisce: di essere colto. Sono colto ma non faccio ridere. Purtroppo anche qui si sbaglia!



posted by Ofidius
in pensieri, religione, bibbia, satira, umorismo, laicità

commenti (6)

giovedì, 10 maggio 2007

title:
time: 11:12

Ciao a tutti!

Finalmente sono riuscito a creare un sito ufficiale per "Scherzi biblici!

L'indirizzo è: www.scherzibiblici.net

Accorrete numerosi, ci sono i panini gratis!

Un ofidico abbraccio



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, satira, umorismo, diavolo, laicità

commenti (1)

lunedì, 02 aprile 2007

title:
time: 12:09

Il finto olocausto

 

GE 22

 

[1] Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".

Dopo tutte le nefandezza combinate assieme, Dio ancora non si fida del complice e vuole metterlo alla prova. L’onnisciente d’altronde, con la prova, confessa di  non sapere prevedere la reazione del patriarca.  Ohi, ohi, si annuncia qualcosa di terribile per un uomo!

Poi dimentica che Abramo è ormai più che centenario e con l’età, si sa, si diventa un po’ sordi: lo deve chiamare due volte! Finalmente udito il suo nome e riconosciuta la voce, l’avido lenone risponde prontamente. Quando Dio lo chiama c’è sempre qualcosa da guadagnare!

 

[2] Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".

Le richieste di Dio sono sempre amorevoli e misericordiose! E’ addirittura banale chiedere ad un uomo di scannare con le proprie mani  l’amatissimo figlio! Comunque è la solita giustizia divina: Abramo deve fornire la prova e suo figlio ci rimette le penne!

 

[3] Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

Il grande patriarca, per nulla turbato, senza un minimo accenno di protesta, quasi che i sacrifici umani fossero una pratica consueta ( in effetti lo erano!), senza un umanissimo dubbio, dopo aver trascorso una serena nottata da fare invidia all’Innominato, si mette alacremente e metodicamente all’opera per eseguire la divina volontà! Del resto, per fedeltà al suo Jahvé non gli ha già sacrificato parte del suo pisello?

 

[4] Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.

Il terzo giorno è sempre miracoloso nell’ambiente!

 

[5] Allora Abramo disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi".

Abramo non vuole testimoni scomodi, benché servi, e inventa una ridicola e menzognera scusa.

 

[6] Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.

Il povero Isacco, si fa per dire, non solo è condannato a morte ma deve anche sopportare il fardello della legna che serve ad abbrustolirlo! Con tanti asini a disposizione! Sempre nell’ambiente è usuale che ogni condannato a morte porti la propria croce!

Poi è normale che per pregare e prostrarsi si ha bisogno del fuoco e del coltello!

 

[7] Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?".

Il ragazzo evidentemente non è stupido. La sua domanda è logica e più che legittima!

 

[8] Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!". Proseguirono tutt'e due insieme;

Pietosa e umanissima bugia paterna!

 

[9] così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.

[10] Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

Mirabile e toccante scena drammatica, se non fosse una farsa! Tanto che perfino il maledetto Caravaggio ha sentito il bisogno d’immortalare la sceneggiata!

 

[11] Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".

Maledetta sordità, comunque all’erta sta!

 

[12] L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".

Ecco il vero senso della prova: non per amore di Dio ma per terrore! Perché l’angelo parla in prima persona riferendosi a Dio? La solita storia!

 

[13] Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

Lo storico passaggio dal sacrificio umano a quello animale è raccontato con divino realismo!

 

[14] Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede".

[15] Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta

[16] e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,

[17] io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

C’era da aspettarselo, arriva il premio: la conquista di molte città con relativo bottino e per farsi credere (siamo ancora a questo!), Dio giura sul suo nome.

“Giurin, giurello,

ora questo, ora quello!

Se non credi ancora in Dio,

resti solo e senza zio”!

Per favore, senza incrociare le dita dietro la schiena!

 

[18] Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".

Un’altra falsa benedizione: basta chiederlo ai suoi discendenti; in coro direbbero: “no, grazie, non vi disturbate”!

 

[19] Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.

[20] Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: "Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello":

[21] Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Aram

Uz e Buz: manca solo Azz!

 

[22] e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl;

[23] Betuèl generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo.

[24] Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca.

Sembra giusto che la concubina, rispettabile signora, sia nominata per ultima! E poi con quel nome, mica si chiama Salute o Benessere!  Ubi maior…!

Sito ufficiale: www.scherzibiblici.net



posted by Ofidius
in pensieri, religione, satira, umorismo, scherzi, laicità

commenti (19)

martedì, 20 marzo 2007

title:
time: 17:51

Nascita di Isacco

 

GE 21

 

[1] Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.

Visita sospetta, cosa fece a Sara? Conoscendo i precedenti, non è difficile immaginarlo!

 

[2] Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.

Non ci sono dubbi in proposito. Il  fattivo disegno divino si realizza!

 

[3] Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Povero illuso! Non si rende conto che non è mai detto: “che egli concepì”.

 

[4] Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

[5] Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco.

[6] Allora Sara disse: "Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!".

[7] Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!".

Oltre che zoccola, è anche vanitosa!

 

[8] Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.

[9] Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco.

[10] Disse allora ad Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco".

Questa famiglia i soldi ce li ha nel sangue, sempre questioni d’interesse! Non è stata lei a volere quel figlio con l’utero in prestito?

 

[11] La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio.

[12] Ma Dio disse ad Abramo: "Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe.

Dio che in quella circostanza è stato il ruffiano di Sara, si associa all’ingiusta richiesta.

 

[13] Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole".

Per addolcire la pillola promette gloria anche per l’altro figlio.

 

[14] Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.

[15] Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio

[16] e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio veder morire il fanciullo!". Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse.

[17] Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.

[18] Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione".

[19] Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo.

[20] E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.

[21] Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.

[22] In quel tempo Abimèlech con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: "Dio è con te in quanto fai.

[23] Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero".

[24] Rispose Abramo: "Io lo giuro".

[25] Ma Abramo rimproverò Abimèlech a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimèlech avevano usurpato.

[26] Abimèlech disse: "Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi".

[27] Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimèlech: tra loro due conclusero un'alleanza.

[28] Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge.

[29] Abimèlech disse ad Abramo: "Che significano quelle sette agnelle che hai messe in disparte?".

[30] Rispose: "Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che io ho scavato questo pozzo".

[31] Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due.

[32] E dopo che ebbero concluso l'alleanza a Bersabea, Abimèlech si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei.

[33] Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità.

[34] E fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo.

Si salta di palo in frasca. Si mescola la vicenda di Ismaele con un’alleanza militare tra Abramo e Abimelech. Come hanno fatto acuti, sottili, eruditi teologi di ogni tempo e luogo a raccapezzarsi in un simile guazzabuglio? Semplice: è il loro mestiere, sono pagati per questo! Rendere chiaro ciò che già lo è: la più grande mistificazione della storia occidentale!

Libro-blog



posted by Ofidius
in pensieri, religione, satira, umorismo, scherzi, laicità

commenti (2)

giovedì, 08 marzo 2007

title:
time: 16:57

Un’altra edificante prestazione

 

GE 20

 

[1] Abramo levò le tende di là, dirigendosi nel Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar.

[2] Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: "È mia sorella", Abimèlech, re di Gerar, mandò a prendere Sara.

Abramo, eccelsa figura, ripete la fruttuosa operazione commerciale! Sara è certamente avvizzita, come lei stessa ha ammesso, sicuramente in menopausa, tuttavia in un aspetto non è cambiata: è rimasta sempre una troia!

 

[3] Ma Dio venne da Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse: "Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito".

[4] Abimèlech, che non si era ancora accostato a lei, disse: "Mio Signore, vuoi far morire anche la gente innocente?

Giustamente!

 

[5] Non mi ha forse detto: È mia sorella? E anche lei ha detto: È mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo".

E’ vero, che male c’è? Mica è un delitto andare a letto con le sorelle degli altri!

 

[6] Gli rispose Dio nel sogno: "Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi.

[7] Ora restituisci la donna di quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi".

Dio dimentica di dire: “un profeta magnaccia”.

 

[8] Allora Abimèlech si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto.

[9] Poi Abimèlech chiamò Abramo e gli disse: "Che ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno".

[10] Poi Abimèlech disse ad Abramo: "A che miravi agendo in tal modo?".

Povero Abimelech, ai soldi, no? Ancora non ha capito?

 

[11] Rispose Abramo: "Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie.

[12] Inoltre essa è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie.

Oltre che avido e magnaccia, è anche incestuoso! A pensare che è il primo patriarca, chissà gli altri!

 

[13] Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello".

Abramo confessa che la futura principessa, nonché sua moglie, fa la puttana itinerante di professione!

 

[14] Allora Abimèlech prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara.

Naturalmente Abramo non rifiuta le ricchezze, anche se non si capisce a che titolo. In fondo il povero Abimelech non ha neanche consumato!

 

[15] Inoltre Abimèlech disse: "Ecco davanti a te il mio territorio: và ad abitare dove ti piace!".

[16] A Sara disse: "Ecco, ho dato mille pezzi d'argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata".

Sembra giusto risarcire una puttana che non ha consumato per propria colpa! E poi che figura farebbe Sara con il suo entourage: una puttana che la dà gratis non è degna di appartenere all’onorato circolo ricreativo!

 

[17] Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlech, sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora partorire.

[18] Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimèlech, per il fatto di Sara, moglie di Abramo.

Figurarsi cosa avrebbe fatto se la prestazione fosse stata completa!

 



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, satira, umorismo, scherzi, laicità

commenti (2)

venerdì, 02 marzo 2007

title:
time: 17:28

 La distruzione dei peccatori

 

GE 19

 

[1] I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra.

A Sodoma durante il giorno non è pericoloso prostrarsi! Lo è solo di notte!

 

[2] E disse: "Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada". Quelli risposero: "No, passeremo la notte sulla piazza".

[3] Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono.

[4] Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.

Compresi storpi, militari e ragazzi!

 

[5] Chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!".

Viva la sincerità; gli abitanti di Sodoma sono sì dei grandi peccatori ma sono sinceri, mica ipocriti e poi hanno almeno il pregio di andare subito al dunque!

 

[6] Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé,

Coraggiosamente Lot esce e cerca di salvare i suoi ospiti. A proposito, come ha fatto Lot a sfuggire ai suoi concittadini assatanati? Non è che quando è venuto a stabilirsi a Sodoma ha avuto modo di sperimentare personalmente la sincerità e l’irruenza dei sodomiti?

 

[7] disse: "No, fratelli miei, non fate del male!

[8] Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto".

I doveri dell’ospitalità sono così sentiti che Lot offre in cambio le sue figlie vergini; ma chi è il pervertito?

 

[9] Ma quelli risposero: "Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!". E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta.

Figurarsi se i sodomiti  (abitanti) possono accettare lo scambio, altrimenti che sodomiti (pervertiti) sarebbero?

 

[10] Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente;

[11] quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

In tanto squallore, finalmente degli uomini veri! Con rara capacità riescono a tenere a bada gli assatanati dispregiatori di donne vergini. Veramente dei grandi peccatori!

 

[12] Quegli uomini dissero allora a Lot: "Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo.

[13] Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli".

[14] Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: "Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!". Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare.

I generi che ancora non hanno avuto il piacere di  toccare le loro promesse spose, pensano che sicuramente è uno scherzo di cattivo gusto voler distruggere una simile città. Ci si deve pur arrangiare, no?

 

[15] Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città".

[16] Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.

Perché Lot indugia? Vuoi vedere che sotto sotto gli dispiace abbandonare questo luogo di delizie?

 

[17] Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!".

[18] Ma Lot gli disse: "No, mio Signore!

[19] Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.

Non si capisce di quale sciagura stia parlando Lot, però non vuole andare sul monte.

 

[20] Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva".

[21] Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato.

[22] Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar.

Perché, hanno l’ordine di distruggere anche Zoar? Se si, perché? Anch’essa è corrotta? Ma se è corrotta allora la salvano per favorire l’ambiguo Lot!

 

[23] Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,

[24] quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore.

I due uomini sono stati a Sodoma e hanno visto, come hanno verificato che a Gomorra succedono le stesse cose? Umanamente è comprensibile! Dopo aver difeso strenuamente il loro fondo schiena, mica vogliono rischiare di nuovo!

 

[25] Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

Ovviamente quando Jahvè ci si mette, fa le cose come si deve. Le distruzioni gli riescono particolarmente bene; mica si tratta della creazione!

 

[26] Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.

La curiosità femminile ancora una volta risulta fatale! Però, come Eva, non è stata avvertita del pericolo che corre trasgredendo gli ordini e suo marito, come Adamo, non dice alcunché. Che uomini! Comunque diventa una statua di sale. Perché una statua e proprio di sale? Se la statua vuole essere un monito per i trasgressori, le prime piogge non l’avrebbero sciolta? Più semplicemente, trovandosi nei pressi del Mar Morto, ricchissimo di sale, vi sono rocce che talvolta assumono forme umane e animalesche. Il fenomeno è sfruttato per terrorizzare gli ingenui uomini biblici!

 

[27] Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore;

[28] contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

[29] Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

Dio quindi salva Lot perché è parente di Abramo, non perché buono e giusto. Un sodomita raccomandato!

 

[30] Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.

Ma questo è scemo o lo fa? Se proprio undici versetti fa ha rifiutato di rifugiarsi sulla montagna e ha scelto Zoar per evitare la sciagura!

 

[31] Ora la maggiore disse alla più piccola: "Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra.

I fidanzati che fine hanno fatto, per caso mica hanno scelto di restare nella Sodoma godereccia? Una città con una vivace vita notturna, come direbbero i moderni paparazzi!

 

[32] Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

Non c’è da stupirsi: due vergini, timorate di Dio (sono state salvate), senza uno straccio di pretendenti, senza prospettive di alcun genere, che altro possono fare? Praticare l’incesto, è normale, no?

 

[33] Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

Che cretino! Sia a farsi ubriacare sia a non accorgersi di nulla! Almeno…

 

[34] All'indomani la maggiore disse alla più piccola: "Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

[35] Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

Doppiamente cretino!

 

[36] Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre.

[37] La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi.

[38] Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò "Figlio del mio popolo". Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.

Naturalmente il buon Dio rimane inerte, fa orecchio da mercante. Cos’è un incesto col padre? Una bazzecola, in fondo l’incesto è una pratica diffusa già dai tempi dei figli di Adamo ed Eva.

Del resto, come può essere diversamente?

Libro-blog

 

 


L'elegante volume si presenta così:

Formato: 20 x 15;

Pagg.: 200;

Copertina in cartoncino plastificato;

ISBN: 88-89021-12-8

Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.


Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.



posted by Ofidius
in pensieri, religione, satira, umorismo, scherzi

commenti (6)

martedì, 27 febbraio 2007

title:
time: 11:06

Sodoma e Gomorra

GE 18

 
[1] Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno.
[2] Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,
[3] dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.
Jahvè appare ma si presenta già come trinità con sembianze umane!
 
[4] Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.
[5] Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo". Quelli dissero: "Fa pure come hai detto".
In coro, la trinità, col distacco tipico di chi dà ordini, acconsente a farsi servire!
 
[6] Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: "Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce".
[7] All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.
[8] Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.
Abramo conosce le buone regole dell’ospitalità e si attiva per usare quelle cortesie tipiche dell’area mediterranea e mesopotamica.
 
[9] Poi gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda".
[10] Il Signore riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui.
A parte il fatto che tutto ciò gli è già stato annunciato in GE 17 [21], perché tra un anno? Una gravidanza di solito dura nove mesi, o no?
 
[11] Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.
Se non si è capito, significa che Sara è in menopausa già da molto tempo.
 
[12] Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!".
Sara fa autocritica ma subito pensa maliziosamente al piacere e forse perciò ride in cuor suo! Perdinci, qui si parla di figli, mica di piacere! E poi c’è il problema irrisolvibile di quel rudere di Abramo! Come potrebbe…? Il Viagra è ancora ben lungi dalla sua invenzione!
 
[13] Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia?
In verità Jahvè ha torto e ragione nello stesso tempo: Sara ha riso solo in cuor suo ma Dio vede anche dentro!
 
[14] C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio".
Il buon senso!
 
[15] Allora Sara negò: "Non ho riso!", perché aveva paura; ma quegli disse: "Sì, hai proprio riso".
Questo non è un dialogo tra Dio e una principessa: è una infantile impuntatura!
 
[16] Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.
Dove li accompagnò, in alto?
 
[17] Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare,
[18] mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?
[19] Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso".
Dio tentenna se comunicare ad Abramo ciò che si accinge a fare ma poi propende per il si perché tra alleati non si può giocare sporco. Bisogna essere leali nelle nefandezze: Bush e i suoi alleati insegnano!
 
[20] Disse allora il Signore: "Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave.
A quale grido si riferisce? A quello emesso dai sodomiti che nella goduria generale non hanno inibizioni ad esprimere rumorosamente il loro piacere o a quello prodotto dai pettegolezzi delle male lingue e dei timorati di Dio?
 
[21] Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!".
Sebbene onnisciente, onnivedente e onnipotente, Dio, come un guardone, vuole vedere personalmente. Ovviamente deve guardare bene, da vicino, nessun particolare deve sfuggire e quindi scende!
 
[22] Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore.
Ancora confusione tra Jahvè e gli altri uomini(?). Insomma chi scende?
 
[23] Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio?
[24] Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?
Abramo esprime giustamente qualche dubbio sulla liceità della decisione; da quale pulpito viene la predica!
 
[25] Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?".
Garbato e giusto rimprovero a Dio!
 
[26] Rispose il Signore: “Se a Sodoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città”.
[27] Abramo riprese e disse: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…
[28] Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?”. Rispose: “Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque”.
[29] Abramo riprese ancora a parlargli e disse: “Forse là se ne troveranno quaranta”. Rispose: “Non lo farò, per riguardo a quei quaranta”.
[30] Riprese: “Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta”. Rispose: “Non lo farò, se ve ne troverò trenta”.
[31] Riprese: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti”. Rispose: “Non la distruggerò per riguardo a quei venti”.
[32] Riprese: “Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci”. Rispose: “Non la distruggerò per riguardo a quei dieci”.
Ancora una volta, Abramo dimostra di essere un eccellente negoziatore! Ma perché non cinque o uno solo? La responsabilità non è individuale? No, si applica la stessa logica utilizzata per il diluvio universale!
 
[33] Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.
Dove se ne andò, in alto o in basso?
 Libro-blog

L'elegante volume si presenta così:

Formato: 20 x 15;

Pagg.: 200;

Copertina in cartoncino plastificato;

ISBN: 88-89021-12-8

Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.


Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.


posted by Ofidius
in

commenti (3)

domenica, 25 febbraio 2007

title:
time: 10:31

La nuova alleanza

 

GE 17

 

[1] Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.

Jahvè teme di non essere riconosciuto e forse, memore dei precedenti comportamenti di Abramo, gli raccomanda di essere integro!

 

[2] Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto".

[3] Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:

[4] "Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli.

L’alleanza non è stata già sancita col truculento rito dello squartamento? Comunque, ripromette ad Abramo una numerosa parentela e la sottomissione di molti popoli !

 

[5] Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò.

Nasce qui l’usanza di cambiare nome quando si accede ad un posto di potere: imperatori, re e soprattutto papi ne hanno fatto largo uso!

 

[6] E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re.

[7] Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.

[8] Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Cànaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio".

Precedentemente gli aveva promesso un territorio che arrivava fino al fiume Eufrate: una consistente amputazione! Non è dato sapere se per ignoranza geografica o se il Verbo parla a vanvera! Si propende per la seconda ipotesi non escludendo anche la prima!

 

[9] Disse Dio ad Abramo: "Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione.

Fidandosi poco delle capacità cognitive di Abramo, l’acuto Dio ripete continuamente la stessa cosa. Sommessamente possiamo rassicurarlo: Abramo ha capito la faccenda dell’alleanza, almeno si spera!

 

[10] Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio.

[11] Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi.

All’amputazione territoriale corrisponde l’amputazione di una parte del corpo! E… che parte! Ma per confermare l’alleanza non è sufficiente un’amichevole pacca sulla spalla o una vigorosa stretta di mano, come si usa tra persone perbene? Troppo banale, vero? Chissà perché i riti di sangue di affiliazione e di appartenenza sono tipici delle società malavitose e delle sette sataniche!

 

[12] Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe.

[13] Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne.

Insomma, ogni qual volta si stipula un accordo, deve scorrere il sangue! Qualcuno, millenni dopo, lo chiamerà sadismo!

 

[14] Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza".

Alla faccia della tolleranza! A proposito, ma la popolazione trasteverina è circoncisa? Se no, viola la santa alleanza!

 

[15] Dio aggiunse ad Abramo: "Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara.

Sara significa principessa e infatti sarà madre di numerosi re con relativo potere!

 

[16] Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei".

Quel “ti darò” conferisce ambiguità all’espressione: quando Dio benedice  sappiamo fin dalla creazione  a cosa si riferisce. Non è più semplice dire: “Tu avrai un figlio anche da lei”?

 

[17] Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: "Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?".

Evviva, finalmente si ride! Fermi, non si esulti! Non è un riso di gioia, è un riso di autocommiserazione. Come per dire:”Ma Jahvè, ti rendi conto di quello che dici? Mi hai guardato bene? Ma ti pare che io a cento anni possa… e hai guardato Sara”?

Del resto Abramo ne ha ben donde a formulare questi pensieri: conosce le condizioni fisiche di Sara ma soprattutto conosce… le proprie!

 

[18] Abramo disse a Dio: "Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!".

Abramo è talmente incredulo che, da buon negoziatore, cerca di perorare la causa di suo figlio Ismaele, almeno questo esiste veramente!

 

[19] E Dio disse: "No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui.

Dio che sa il fatto suo, non si fa smontare ed estende l’alleanza al prossimo nascituro!

 

[20] Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione.

Dio, comunque, per convincere Abramo all’improba impresa e per  tranquillizzarlo (è noto che certe cose non riescono bene se non c’è serenità), sistema anche Ismaele!

 

[21] Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo".

La scelta è chiara e non ammette repliche; siccome ha scelto anche la data del parto, implicitamente invita Abramo a darsi da fare! A meno che…!

 

[22] Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo.

Perché, si può anche salire in basso?

 

[23] Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto.

Senza battere ciglio, Abramo sevizia tutti i pisellini a portata di mano e di coltello!

 

[24] Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro.

Non è mai troppo tardi! Anche se la prescrizione prevede otto giorni dalla nascita.

 

[25] Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro.

[26] In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio.

[27] E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.

Alé, festa grande!



posted by Ofidius
in pen