martedì, 15 maggio 2007
Botte e risposte
Un gruppo di discussione (sarebbe meglio dire di insulti) esterno al mio sito “Scherzibiblici” commenta il mio commento. Ho deciso di pubblicare su questo blog il resoconto di tali discussioni perché penso (forse a torto) di essere dotato di sufficiente senso dell’ironia e di autoironia da voler condividere il tenore degli interventi. Cominciamo!
Da Nano Bagonghi
Ho perso circa 3 minuti nella lettura dei 3 capitoli gratuiti sul sito indicato. Posso testimoniare che il commento biblico riportato *NON* e' satirico, *NON* e' arguto, ed e' divertente piu' o meno come una tonsillectomia. In casa ho almeno 300 libri che possono definirsi, a vario titolo e in diversa gradazione, umoristici, ironici, arguti, satirici. Quindi sono un estimatore del settore, ed ero partito ben disposto. Disgraziatamente non ho trovato la benche' minima traccia di umorismo nelle sue pagine. Ringraziando Dio, sono ateo, quindi non ho nemmeno corso il rischio di scandalizzarmi.
L'unico dibattito che puo' suscitare il suo libro e': ma 200 pagine non saranno poche per un fermaporta ? Ma lei pensa veramente che cose come queste facciano ridere ? Ma che tristezza... e' tutta una sfilza di commentini puerili e forzati o dotti e forzati. Questo commento che potrei definire eufemisticamente
"non entusiastico" e' in parte un atto dovuto che riservo a tutti quelli che fanno autopromozione quando
dovrebbero invece subire un autodafe'... Non c'e' niente di personale. Quindi la prego di non perdere tempo rispondendomi: non ho il minimo interesse in lei come essere umano, ma solo come scrittore di gomma da tartassare un po'. L'autore e' evidentemente una persona colta. Una persona che, pur avendo in evidente disprezzo la religione e in specie la bibbia, ha perso un sacco di tempo a studiarla e farne l'esegesi per poter partorire 4 battutine striminzite... Inquietante. Come se io che aborro lo sport mi leggessi tutte la mattine la gazzetta solo per poterne poi parlare male... Ho di meglio da fare. Non riesco proprio a vedere il target di pubblico per 'sto libro: per gradirlo bisogna chiaramente non essere religiosi, altrimenti immagino che uno dopo 2 pagine gli dia fuoco e amen. Poi bisogna avere un senso dell'umorismo terra-terra, vanziniano, per poter essere titillati dalle facezie che vengono snocciolate come per bocca di un pierino di 3a elementare. D'altro canto pero', per poter capire certe cosettine sparpagliate qua e la', bisogna avere una buona cultura, biblica e non, probabilmente superiore a quella che ritroviamo persino nel credente medio... Penso che tutto cio' ci dica molto sull'universo interiore dell'autore, sicuramente molto piu' di quello che eravamo interessati a sapere... addio, e in bocca al lupo per il suo libro: se vende, vorra' dire che ho sopravvalutato
il genere umano. E non sarebbe la prima volta...
R. Ofidio
Sono grato all’interlocutore ateo (che ringrazia Dio di esserlo,mahh!) Nano Bagonghi per il suo contributo alla discussione che ha avuto il privilegio di iniziare. Tale gratitudine è altresì doverosa poiché mi consente di fare alcune considerazioni che per comodità espositiva seguono gli argomenti proposti.
L’interlocutore lamenta, in primis, di aver perso 3 minuti per leggere le 12 pagine dei primi 3 capitoli. Complimenti! Sfido chiunque a fare altrettanto e capire quanto si è letto. Evidentemente i 300 libri della sua libreria lo hanno allenato a tali performances! Io non ci riesco ancora dopo la lettura di migliaia di libri ma non dispero, prima o poi ci riuscirò malgrado sia duro di comprendonio. Afferma che quanto letto non sia satirico, arguto o divertente. Concordo solo sull’ultimo aggettivo. Ciò che ci fa divertire è soggettivo e attiene ai nostri processi cognitivi, non a caso chi se ne intende dice che l’umorismo passa attraverso la mente, contrariamente al dramma che passa dal cuore e dalle viscere. Diverso è il discorso per la satira. Essa può piacere o non piacere ma sempre satira resta. Lo stesso per l’arguzia che deve essere posseduta in abbondanza dall’interlocutore, visto che vorrebbe usare il libro per fermoposta. Veramente sublime! A parte il fatto che vuol decidere per me se rispondergli o meno, afferma poi che non ha alcun interesse per me come essere umano. Forse è questa, umorismo a parte, la sostanziale differenza tra noi. Io ne ho moltissimo per lui, non se ne dolga, non per masochismo ma semplicemente perché è una persona che va rispettata in quanto tale. Sempre il bravo interlocutore afferma che ho in disprezzo la religione e la Bibbia. Si sbaglia completamente e di grosso, la parola religione deriva da religo, unire, mettere insieme. Sono fermamente convinto che essa sia utile alla società perché costituisce un collante tra le persone appartenenti ad un dato gruppo sociale. Nel mio libro non troverà (ah, già, non lo legge) mai una solo parola di critica nei confronti dei credenti o di chicchessia. Io combatto le idee e non chi le professa. Troppo arduo il concetto? Fa niente, se ne faccia una ragione! Se poi il frettoloso interlocutore avesse impiegato un po’ di più dei 3 minuti, avrebbe letto nella presentazione del sito e capito (forse) la considerazione che ho della Bibbia. Ma tanto è, non si può pretendere troppo. Il nostro eroe immagina che dopo due pagine si possa dare fuoco al libro. Non ho difficoltà a credergli! Altri prima di lui lo hanno fatto e insieme ai libri hanno mandato al rogo anche i loro autori. Esemplare! Però è triste pensare che vi sono persone che lo farebbero ancora. Se fosse per me, li costringerei a leggere a vita per punizione! Bella differenza, vero? Per terminare, ma lui l’ha letta la Bibbia? Evidentemente no, altrimenti avrebbe discusso di fatti e non solo di umorismo di cui è piena la Scrittura.
Da Ceffo
Le più elementari regole del marketing prevedono che, per promuovere un libro o un film, si rendano disponibili ai potenziali acquirenti gli stralci più significativi e accattivanti. Supponendo che tu non faccia
eccezione mi domando di che morte deve morire l'incauto che comprasse il tuo libro visto il rincorrersi di argomenti visti e rivisti ("cavoli già putridi non rifriggeteli" direbbe Berchet) come il cogliere echi di politeismo in "Elohim" (meglio di te l'ha fatto Borges ad esempio, lo fa anche Odifreddi nel suo ultimo libro che tu cerchi maldestramente di imitare). Anche il livello del tuo umorismo è piuttosto scadente, e qui concordo il Bagonghi, e si limita a infantili sberleffi (dire che dio ha fatto un gran casino, che è il Sommo elettricista, scrivere "fichissimo" o "poffarbacco" non fa ridere, fa solo pensare che l'autore nasconda la
mancanza di argomenti con un immotivato sarcasmo). Leggo sempre con piacere libri che mirano a smontare quelle che per me sono volgarità intellettuali ma temo che il tuo libro renda un pessimo
servizio alla causa del razionalismo. D'altra parte cosa aspettarsi da uno che crede che "bisessuale" e "ermafrodito" siano sinonimi?
R. Ofidio
Per quanto riguarda Ceffo sono d’accordo anche con lui per la concezione dell’umorismo, esso è soggettivo. Non pretendo l’originalità per quanto attiene al problema del politeismo che non è solo un eco, la Bibbia ne è piena di questi echi, riportati ben prima di Borges, ad es. da Voltaire. Ma quando ci si abitua a fare i conti con i fatti? Temo mai! Ci si limita a parlare senza argomenti, facile no? Ma scorretto sì! Il nostro Ceffo (non faccio ironie, non farebbe ridere!) mi accusa di aver maldestramente imitato Odifreddi. Sicuramente ignora (quante cose si ignorano!) che il libro del citato autore è stato pubblicato nel mese di Marzo del 2007, il mio nel Dicembre del 2006 come risulta dalla copertina e da tutte le registrazioni effettuate per legge. Si è mai vista una imitazione che precede l’originale? Per il Ceffo, evidentemente, si! Sembra di ritrovare una tipica scena biblica! Sempre il Ceffo (senza aggettivi) mi accusa di credere che “bisessuale e “ermafrodito” siano sinonimi. Bene, per tranquillizzarlo, riporto la definizione del Devoto-Oli: “che ha i caratteri di entrambi i sessi, lo stesso che ermafrodito”. Contento o ignori e contesti anche il Dizionario della lingua italiana dei famosissimi e autorevoli autori?
Da Dan il pericoloso
Riduci quelle dodici togliendovi il testo biblico, calcola che le tue aggiunte non sono del tipo che richiede ponderazione e tempo per essere comprese e vedrai che tre minuti sono anche tanti. No, no, Nano ha detto, più educatamente di quanto non stia per fare io, che il tuo libro gli è parsa una cazzatina e che non vi avrebbe perduto tempo. Cala le arie: non sei Giordano Bruno, sei uno che racconta barzellette sceme (per la qual colpa nessuno è mai morto, purtroppo), se n'è stampato un libro e fa tristemente il battone sui blog di splinder per accattare qualche contatto.
Auguri, comunque.
R. Ofidio
Dopo il Nano e il Ceffo, ecco Dan il pericoloso (in nomine omen! Ma che lo fanno apposta?) che cerca di difendere Nano. Niente di male, per carità ma un po’ di fantasia personale non guasterebbe,comunque entriamo nel merito! Dan dice che togliendo il testo biblico 3 minuti sono anche tanti. Il gentile lettore, come altri, commette proprio l’errore che andrebbe evitato ad ogni costo: non leggere la Bibbia! Se si prendesse la briga di farlo sicuramente troverebbe più divertente il fatto che Jahavè crea 3 volte il sole, 2 volte Adamo, una volta e mezzo Eva e fa apparire personaggi non creati, per non parlare di altre amenità del genere nel corso di tutta la Genesi e oltre. A me, povero mortale, si addebita di scrivere “cazzatine” non divertenti e si passano sotto silenzio “cazzate” ben più importanti, visto l’autore che le ispira!
Per quanto riguarda la storia del fuoco al libro risulta che anche Dan, nel farsi avvocato difensore, è un lettore frettoloso, questa volta di Nano. Gli consiglio di rileggere più attentamente (se ci riesce) quanto scritto dal suo assistito.
Conosci anche Giordano Bruno? Forse ne conosci solo il nome e l’episodio, se ne conoscessi anche il pensiero saresti più indulgente. Se lo desideri posso compilarti la lista delle migliaia di persone che hanno fatto la stessa fine; ma non ne vale la pena sprecherei acqua e sapone, come si dice.
Apprezzo moltissimo la tua finezza morale nel dolerti che purtroppo nessuno sia morto perché racconta barzellette sceme. Saresti stato un ottimo inquisitore ma dentro lo sei rimasto. Anche gli insulti personali, poi, ti qualificano. Bravo! Sarò pure battone ma mai quanto coloro che prostituiscono i loro limitati neuroni cerebrali, mai quanto il primo e secondo patriarca Abramo e Isacco che prostituivano le mogli. Ah già, scusa, tu non hai letto la Bibbia!
Ti ringrazio per gli auguri finali; che faccio, mi tocco?
Scherzi (biblici) a parte, almeno un merito il frettoloso lettore me lo attribuisce: di essere colto. Sono colto ma non faccio ridere. Purtroppo anche qui si sbaglia!
giovedì, 10 maggio 2007
Ciao a tutti!
Finalmente sono riuscito a creare un sito ufficiale per "Scherzi biblici!
L'indirizzo è: www.scherzibiblici.net
Accorrete numerosi, ci sono i panini gratis!
Un ofidico abbraccio
lunedì, 02 aprile 2007
Il finto olocausto
GE 22
[1] Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".
Dopo tutte le nefandezza combinate assieme, Dio ancora non si fida del complice e vuole metterlo alla prova. L’onnisciente d’altronde, con la prova, confessa di non sapere prevedere la reazione del patriarca. Ohi, ohi, si annuncia qualcosa di terribile per un uomo!
Poi dimentica che Abramo è ormai più che centenario e con l’età, si sa, si diventa un po’ sordi: lo deve chiamare due volte! Finalmente udito il suo nome e riconosciuta la voce, l’avido lenone risponde prontamente. Quando Dio lo chiama c’è sempre qualcosa da guadagnare!
[2] Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".
Le richieste di Dio sono sempre amorevoli e misericordiose! E’ addirittura banale chiedere ad un uomo di scannare con le proprie mani l’amatissimo figlio! Comunque è la solita giustizia divina: Abramo deve fornire la prova e suo figlio ci rimette le penne!
[3] Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.
Il grande patriarca, per nulla turbato, senza un minimo accenno di protesta, quasi che i sacrifici umani fossero una pratica consueta ( in effetti lo erano!), senza un umanissimo dubbio, dopo aver trascorso una serena nottata da fare invidia all’Innominato, si mette alacremente e metodicamente all’opera per eseguire la divina volontà! Del resto, per fedeltà al suo Jahvé non gli ha già sacrificato parte del suo pisello?
[4] Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.
Il terzo giorno è sempre miracoloso nell’ambiente!
[5] Allora Abramo disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi".
Abramo non vuole testimoni scomodi, benché servi, e inventa una ridicola e menzognera scusa.
[6] Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.
Il povero Isacco, si fa per dire, non solo è condannato a morte ma deve anche sopportare il fardello della legna che serve ad abbrustolirlo! Con tanti asini a disposizione! Sempre nell’ambiente è usuale che ogni condannato a morte porti la propria croce!
Poi è normale che per pregare e prostrarsi si ha bisogno del fuoco e del coltello!
[7] Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?".
Il ragazzo evidentemente non è stupido. La sua domanda è logica e più che legittima!
[8] Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!". Proseguirono tutt'e due insieme;
Pietosa e umanissima bugia paterna!
[9] così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.
[10] Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Mirabile e toccante scena drammatica, se non fosse una farsa! Tanto che perfino il maledetto Caravaggio ha sentito il bisogno d’immortalare la sceneggiata!
[11] Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".
Maledetta sordità, comunque all’erta sta!
[12] L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".
Ecco il vero senso della prova: non per amore di Dio ma per terrore! Perché l’angelo parla in prima persona riferendosi a Dio? La solita storia!
[13] Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
Lo storico passaggio dal sacrificio umano a quello animale è raccontato con divino realismo!
[14] Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede".
[15] Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta
[16] e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,
[17] io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.
C’era da aspettarselo, arriva il premio: la conquista di molte città con relativo bottino e per farsi credere (siamo ancora a questo!), Dio giura sul suo nome.
“Giurin, giurello,
ora questo, ora quello!
Se non credi ancora in Dio,
resti solo e senza zio”!
Per favore, senza incrociare le dita dietro la schiena!
[18] Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".
Un’altra falsa benedizione: basta chiederlo ai suoi discendenti; in coro direbbero: “no, grazie, non vi disturbate”!
[19] Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.
[20] Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: "Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello":
[21] Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Aram
Uz e Buz: manca solo Azz!
[22] e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl;
[23] Betuèl generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo.
[24] Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca.
Sembra giusto che la concubina, rispettabile signora, sia nominata per ultima! E poi con quel nome, mica si chiama Salute o Benessere! Ubi maior…!
Sito ufficiale: www.scherzibiblici.net
martedì, 20 marzo 2007
Nascita di Isacco
GE 21
[1] Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.
Visita sospetta, cosa fece a Sara? Conoscendo i precedenti, non è difficile immaginarlo!
[2] Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.
Non ci sono dubbi in proposito. Il fattivo disegno divino si realizza!
[3] Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.
Povero illuso! Non si rende conto che non è mai detto: “che egli concepì”.
[4] Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.
[5] Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco.
[6] Allora Sara disse: "Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!".
[7] Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!".
Oltre che zoccola, è anche vanitosa!
[8] Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.
[9] Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco.
[10] Disse allora ad Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco".
Questa famiglia i soldi ce li ha nel sangue, sempre questioni d’interesse! Non è stata lei a volere quel figlio con l’utero in prestito?
[11] La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio.
[12] Ma Dio disse ad Abramo: "Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe.
Dio che in quella circostanza è stato il ruffiano di Sara, si associa all’ingiusta richiesta.
[13] Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole".
Per addolcire la pillola promette gloria anche per l’altro figlio.
[14] Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.
[15] Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio
[16] e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio veder morire il fanciullo!". Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse.
[17] Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.
[18] Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione".
[19] Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo.
[20] E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.
[21] Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.
[22] In quel tempo Abimèlech con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: "Dio è con te in quanto fai.
[23] Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero".
[24] Rispose Abramo: "Io lo giuro".
[25] Ma Abramo rimproverò Abimèlech a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimèlech avevano usurpato.
[26] Abimèlech disse: "Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi".
[27] Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimèlech: tra loro due conclusero un'alleanza.
[28] Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge.
[29] Abimèlech disse ad Abramo: "Che significano quelle sette agnelle che hai messe in disparte?".
[30] Rispose: "Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che io ho scavato questo pozzo".
[31] Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due.
[32] E dopo che ebbero concluso l'alleanza a Bersabea, Abimèlech si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei.
[33] Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità.
[34] E fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo.
Si salta di palo in frasca. Si mescola la vicenda di Ismaele con un’alleanza militare tra Abramo e Abimelech. Come hanno fatto acuti, sottili, eruditi teologi di ogni tempo e luogo a raccapezzarsi in un simile guazzabuglio? Semplice: è il loro mestiere, sono pagati per questo! Rendere chiaro ciò che già lo è: la più grande mistificazione della storia occidentale!

giovedì, 08 marzo 2007
Un’altra edificante prestazione
GE 20
[1] Abramo levò le tende di là, dirigendosi nel Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar.
[2] Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: "È mia sorella", Abimèlech, re di Gerar, mandò a prendere Sara.
Abramo, eccelsa figura, ripete la fruttuosa operazione commerciale! Sara è certamente avvizzita, come lei stessa ha ammesso, sicuramente in menopausa, tuttavia in un aspetto non è cambiata: è rimasta sempre una troia!
[3] Ma Dio venne da Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse: "Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito".
[4] Abimèlech, che non si era ancora accostato a lei, disse: "Mio Signore, vuoi far morire anche la gente innocente?
Giustamente!
[5] Non mi ha forse detto: È mia sorella? E anche lei ha detto: È mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo".
E’ vero, che male c’è? Mica è un delitto andare a letto con le sorelle degli altri!
[6] Gli rispose Dio nel sogno: "Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi.
[7] Ora restituisci la donna di quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi".
Dio dimentica di dire: “un profeta magnaccia”.
[8] Allora Abimèlech si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto.
[9] Poi Abimèlech chiamò Abramo e gli disse: "Che ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno".
[10] Poi Abimèlech disse ad Abramo: "A che miravi agendo in tal modo?".
Povero Abimelech, ai soldi, no? Ancora non ha capito?
[11] Rispose Abramo: "Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie.
[12] Inoltre essa è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie.
Oltre che avido e magnaccia, è anche incestuoso! A pensare che è il primo patriarca, chissà gli altri!
[13] Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello".
Abramo confessa che la futura principessa, nonché sua moglie, fa la puttana itinerante di professione!
[14] Allora Abimèlech prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara.
Naturalmente Abramo non rifiuta le ricchezze, anche se non si capisce a che titolo. In fondo il povero Abimelech non ha neanche consumato!
[15] Inoltre Abimèlech disse: "Ecco davanti a te il mio territorio: và ad abitare dove ti piace!".
[16] A Sara disse: "Ecco, ho dato mille pezzi d'argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata".
Sembra giusto risarcire una puttana che non ha consumato per propria colpa! E poi che figura farebbe Sara con il suo entourage: una puttana che la dà gratis non è degna di appartenere all’onorato circolo ricreativo!
[17] Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlech, sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora partorire.
[18] Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimèlech, per il fatto di Sara, moglie di Abramo.
Figurarsi cosa avrebbe fatto se la prestazione fosse stata completa!
venerdì, 02 marzo 2007
La distruzione dei peccatori
GE 19
[1] I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra.
A Sodoma durante il giorno non è pericoloso prostrarsi! Lo è solo di notte!
[2] E disse: "Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada". Quelli risposero: "No, passeremo la notte sulla piazza".
[3] Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono.
[4] Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.
Compresi storpi, militari e ragazzi!
[5] Chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!".
Viva la sincerità; gli abitanti di Sodoma sono sì dei grandi peccatori ma sono sinceri, mica ipocriti e poi hanno almeno il pregio di andare subito al dunque!
[6] Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé,
Coraggiosamente Lot esce e cerca di salvare i suoi ospiti. A proposito, come ha fatto Lot a sfuggire ai suoi concittadini assatanati? Non è che quando è venuto a stabilirsi a Sodoma ha avuto modo di sperimentare personalmente la sincerità e l’irruenza dei sodomiti?
[7] disse: "No, fratelli miei, non fate del male!
[8] Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto".
I doveri dell’ospitalità sono così sentiti che Lot offre in cambio le sue figlie vergini; ma chi è il pervertito?
[9] Ma quelli risposero: "Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!". E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta.
Figurarsi se i sodomiti (abitanti) possono accettare lo scambio, altrimenti che sodomiti (pervertiti) sarebbero?
[10] Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente;
[11] quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.
In tanto squallore, finalmente degli uomini veri! Con rara capacità riescono a tenere a bada gli assatanati dispregiatori di donne vergini. Veramente dei grandi peccatori!
[12] Quegli uomini dissero allora a Lot: "Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo.
[13] Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli".
[14] Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: "Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!". Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare.
I generi che ancora non hanno avuto il piacere di toccare le loro promesse spose, pensano che sicuramente è uno scherzo di cattivo gusto voler distruggere una simile città. Ci si deve pur arrangiare, no?
[15] Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città".
[16] Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.
Perché Lot indugia? Vuoi vedere che sotto sotto gli dispiace abbandonare questo luogo di delizie?
[17] Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!".
[18] Ma Lot gli disse: "No, mio Signore!
[19] Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.
Non si capisce di quale sciagura stia parlando Lot, però non vuole andare sul monte.
[20] Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva".
[21] Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato.
[22] Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar.
Perché, hanno l’ordine di distruggere anche Zoar? Se si, perché? Anch’essa è corrotta? Ma se è corrotta allora la salvano per favorire l’ambiguo Lot!
[23] Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,
[24] quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore.
I due uomini sono stati a Sodoma e hanno visto, come hanno verificato che a Gomorra succedono le stesse cose? Umanamente è comprensibile! Dopo aver difeso strenuamente il loro fondo schiena, mica vogliono rischiare di nuovo!
[25] Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.
Ovviamente quando Jahvè ci si mette, fa le cose come si deve. Le distruzioni gli riescono particolarmente bene; mica si tratta della creazione!
[26] Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.
La curiosità femminile ancora una volta risulta fatale! Però, come Eva, non è stata avvertita del pericolo che corre trasgredendo gli ordini e suo marito, come Adamo, non dice alcunché. Che uomini! Comunque diventa una statua di sale. Perché una statua e proprio di sale? Se la statua vuole essere un monito per i trasgressori, le prime piogge non l’avrebbero sciolta? Più semplicemente, trovandosi nei pressi del Mar Morto, ricchissimo di sale, vi sono rocce che talvolta assumono forme umane e animalesche. Il fenomeno è sfruttato per terrorizzare gli ingenui uomini biblici!
[27] Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore;
[28] contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.
[29] Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.
Dio quindi salva Lot perché è parente di Abramo, non perché buono e giusto. Un sodomita raccomandato!
[30] Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.
Ma questo è scemo o lo fa? Se proprio undici versetti fa ha rifiutato di rifugiarsi sulla montagna e ha scelto Zoar per evitare la sciagura!
[31] Ora la maggiore disse alla più piccola: "Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra.
I fidanzati che fine hanno fatto, per caso mica hanno scelto di restare nella Sodoma godereccia? Una città con una vivace vita notturna, come direbbero i moderni paparazzi!
[32] Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".
Non c’è da stupirsi: due vergini, timorate di Dio (sono state salvate), senza uno straccio di pretendenti, senza prospettive di alcun genere, che altro possono fare? Praticare l’incesto, è normale, no?
[33] Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.
Che cretino! Sia a farsi ubriacare sia a non accorgersi di nulla! Almeno…
[34] All'indomani la maggiore disse alla più piccola: "Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".
[35] Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.
Doppiamente cretino!
[36] Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre.
[37] La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi.
[38] Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò "Figlio del mio popolo". Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.
Naturalmente il buon Dio rimane inerte, fa orecchio da mercante. Cos’è un incesto col padre? Una bazzecola, in fondo l’incesto è una pratica diffusa già dai tempi dei figli di Adamo ed Eva.
Del resto, come può essere diversamente?

L'elegante volume si presenta così:
Formato: 20 x 15;
Pagg.: 200;
Copertina in cartoncino plastificato;
ISBN: 88-89021-12-8
Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.
Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.
martedì, 27 febbraio 2007
Sodoma e Gomorra
GE 18

domenica, 25 febbraio 2007
La nuova alleanza
GE 17
[1] Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.
Jahvè teme di non essere riconosciuto e forse, memore dei precedenti comportamenti di Abramo, gli raccomanda di essere integro!
[2] Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto".
[3] Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:
[4] "Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli.
L’alleanza non è stata già sancita col truculento rito dello squartamento? Comunque, ripromette ad Abramo una numerosa parentela e la sottomissione di molti popoli !
[5] Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò.
Nasce qui l’usanza di cambiare nome quando si accede ad un posto di potere: imperatori, re e soprattutto papi ne hanno fatto largo uso!
[6] E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re.
[7] Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.
[8] Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Cànaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio".
Precedentemente gli aveva promesso un territorio che arrivava fino al fiume Eufrate: una consistente amputazione! Non è dato sapere se per ignoranza geografica o se il Verbo parla a vanvera! Si propende per la seconda ipotesi non escludendo anche la prima!
[9] Disse Dio ad Abramo: "Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione.
Fidandosi poco delle capacità cognitive di Abramo, l’acuto Dio ripete continuamente la stessa cosa. Sommessamente possiamo rassicurarlo: Abramo ha capito la faccenda dell’alleanza, almeno si spera!
[10] Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio.
[11] Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi.
All’amputazione territoriale corrisponde l’amputazione di una parte del corpo! E… che parte! Ma per confermare l’alleanza non è sufficiente un’amichevole pacca sulla spalla o una vigorosa stretta di mano, come si usa tra persone perbene? Troppo banale, vero? Chissà perché i riti di sangue di affiliazione e di appartenenza sono tipici delle società malavitose e delle sette sataniche!
[12] Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe.
[13] Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne.
Insomma, ogni qual volta si stipula un accordo, deve scorrere il sangue! Qualcuno, millenni dopo, lo chiamerà sadismo!
[14] Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza".
Alla faccia della tolleranza! A proposito, ma la popolazione trasteverina è circoncisa? Se no, viola la santa alleanza!
[15] Dio aggiunse ad Abramo: "Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara.
Sara significa principessa e infatti sarà madre di numerosi re con relativo potere!
[16] Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei".
Quel “ti darò” conferisce ambiguità all’espressione: quando Dio benedice sappiamo fin dalla creazione a cosa si riferisce. Non è più semplice dire: “Tu avrai un figlio anche da lei”?
[17] Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: "Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?".
Evviva, finalmente si ride! Fermi, non si esulti! Non è un riso di gioia, è un riso di autocommiserazione. Come per dire:”Ma Jahvè, ti rendi conto di quello che dici? Mi hai guardato bene? Ma ti pare che io a cento anni possa… e hai guardato Sara”?
Del resto Abramo ne ha ben donde a formulare questi pensieri: conosce le condizioni fisiche di Sara ma soprattutto conosce… le proprie!
[18] Abramo disse a Dio: "Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!".
Abramo è talmente incredulo che, da buon negoziatore, cerca di perorare la causa di suo figlio Ismaele, almeno questo esiste veramente!
[19] E Dio disse: "No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui.
Dio che sa il fatto suo, non si fa smontare ed estende l’alleanza al prossimo nascituro!
[20] Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione.
Dio, comunque, per convincere Abramo all’improba impresa e per tranquillizzarlo (è noto che certe cose non riescono bene se non c’è serenità), sistema anche Ismaele!
[21] Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo".
La scelta è chiara e non ammette repliche; siccome ha scelto anche la data del parto, implicitamente invita Abramo a darsi da fare! A meno che…!
[22] Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo.
Perché, si può anche salire in basso?
[23] Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto.
Senza battere ciglio, Abramo sevizia tutti i pisellini a portata di mano e di coltello!
[24] Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro.
Non è mai troppo tardi! Anche se la prescrizione prevede otto giorni dalla nascita.
[25] Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro.
[26] In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio.
[27] E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.
Alé, festa grande!
giovedì, 22 febbraio 2007
sabato, 17 febbraio 2007
giovedì, 08 febbraio 2007
martedì, 06 febbraio 2007
sabato, 03 febbraio 2007
giovedì, 01 febbraio 2007
IL diluvio
Centocinquanta giorni più quaranta di diluvio. Sembra che i conti tornino, macché! Dio è smemorato, come ben si vedrà tra poco!
martedì, 30 gennaio 2007
lunedì, 29 gennaio 2007
Scusate il ritardo! Tutto questo tempo l'ho impiegato a pubblicare in formato cartaceo tutti i 50 capitoli di "Scherzi biblici"!
L'elegante volume si presenta così:
Formato: 20 x 15;
Pagg.: 200;
Copertina in cartoncino plastificato;
ISBN: 88-89021-12-8
Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.
Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.
martedì, 10 ottobre 2006
Il fratricidio
GE 4
[1] Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore".
Per la prima volta il nome di Jahvé viene pronunciato da un essere umano. Che significa l’espressione “ho acquistato…”, forse che Caino è figlio naturale di Dio? La mitologia greco-romana è piena di figli nati dall’accoppiamento di un Dio con una mortale!
[2] Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.
Caino è un acquisto dal Signore, Abele no! L’unica verità fin qui enunciata: i figli non sono tutti uguali agli occhi dei genitori!
[3] Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore;
[4] anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta,
[5] ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
Anche Dio fa discriminazioni ed è ingiusto: perché uno lo gradisce e l’altro no? A caval donato non si guarda in bocca! E’ comprensibile preferire un saporito capretto ad una zucchina, ma quel che conta è il pensiero, no?
[6] Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?
Che fa, sfotte? Ci vuole una zingara per indovinare la ragione dell’incazzatura di Caino?
[7] Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo”.
[8] Caino disse al fratello Abele: “Andiamo in campagna!”. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.
Ci scappa il primo morto dell’umanità e nel movente dell’omicidio è implicato Dio in persona! Purtroppo sarà il primo di una lunga serie!
[9] Allora il Signore disse a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello?”. Egli rispose: “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?”.
[10] Riprese: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!
Che raffinato, infallibile e perspicace investigatore! Erano solo due e ne è rimasto uno solo. Per risolvere il caso si forse è rivolto a “Chi l’ha visto”?
[11] Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.
[12] Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra”.
Siamo alla seconda generazione e l’umanità si becca la seconda maledizione!
[13] Disse Caino al Signore: “Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?
[14] Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”.
L’assassino fratricida cerca di patteggiare la pena, ma poi chi potrebbe ucciderlo? Oltre ad Adamo ed Eva, è solo su questa terra!
[15] Ma il Signore gli disse: “Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!”. Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato.
Dio comunque concede il salvacondotto: non si può mai sapere!
[16] Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.
[17] Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio.
Da dove salta fuori questa moglie? Vuoi vedere che i primi uomini sono davvero ermafroditi?
Non è un po’ esagerato costruire una città per tre persone o anche per dieci?
[18] A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech.
[19] Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l’altra chiamata Zilla.
[20] Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame.
In genere è il bestiame che risiede presso le tende!
[21] Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto.
[22] Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama.
Il corpo sociale si specializza nei mestieri e nella conoscenza!
[23] Lamech disse alle mogli:
Dio non dice niente della bigamia e della poligamia? Ne parlano solo i posteri?
Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l’orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido.
[24] Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette”.
Il nipote di un assassino confessa di aver ucciso due persone per futili motivi e pretende un’immunità dieci volte superiore a quella ottenuta da Caino! Almeno questi ha l’attenuante della provocazione!
[25] Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. “Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso”.
[26] Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.
Mentre accadeva tutto ciò, Adamo ed Eva si davano da fare, col risultato di dare origine ad una nuova genia. Il nome del Signore è già stato invocato da Eva; ma tant’è; l’amnesia sembra la malattia più frequente di quel tempo!
sabato, 07 ottobre 2006
title: La disubbidienza
time: 10:00
La disubbidienza
GE3
[1] Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".
Il serpente come tutti gli animali, non è “cosa buona”? E chi gli ha fatto dono dell’astuzia?
[2] Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
[3] ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".
[4] Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto!
[5] Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male".
A parte il dialogo sgangherato, è tipico delle favole dare la parola agli animali! Comunque è proprio dal “male” (il serpente) che si scopre la ragione del divieto: la conoscenza rende uguale a Dio! Che bello, un primus inter pares! Invece no! L’uomo deve restare un bruto e rozzo ignorante! Si ricorda a questo punto che la donna ancora non esisteva quando Dio raccomandò ad Adamo di non mangiare quel frutto e né era stata avvertita dopo. Quindi è del tutto ignara del divieto; Adamo che è presente al dialogo, vigliaccamente tace!
[6] Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.
Solo uno stupido rifiuterebbe un frutto magico “buono”, “gradevole” e soprattutto in grado di fornire saggezza! No, peggio di essersi fatta una pera! Ancora non si è capito che Jahvé con la sua immensa bontà (o gelosia) vuole evitare proprio questa sciagura? Timore infondato: di cretini è pieno il mondo!
[7] Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.
[8] Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.
[9] Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?".
[10] Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto".
[11] Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?".
[12] Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato".
[13] Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".
Trialogo esilarante! Dio che è onnisciente, fa lo gnorri; Adamo, ormai dialettico e irresponsabile, scarica la colpa sulla moglie ma ancora più perfidamente sottolinea che Dio stesso gliela ha posta accanto! La donna a sua volta incolpa il serpente! In effetti, solo quest’ultimo giganteggia in questo “scarica barile”!
Trascurando quel fifone di Adamo e quella curiosona di Eva, dai fatti narrati emerge che Dio, la Verità, mente spudoratamente affermando (GE 2, 17) che i due sarebbero morti qualora avessero mangiato il frutto. Al contrario, il serpente, il Diavolo, la Falsità afferma due verità sostenendo da un lato che non sarebbero morti, dall’altro che avrebbero conosciuto il Bene e il Male. D'altronde, lo stesso Dio conferma quanto detto dal serpente in GE 3, 22! Insomma, chi è il vero Dio? Colui che mente o colui che dice il vero? A chi bisogna credere: alla Verità che si rivela falsa o al Falso che si rivela vero? Sembra quasi il paradosso del Mentitore di Epimenide di Creta!
Alla fine, la punizione di Dio assume tutto l’aspetto di una rancorosa vendetta per essere stato colto con le mani nel sacco della menzogna!
Il Diavolo, invece, come Prometeo, cerca di fornire la conoscenza all’uomo e come questi viene punito. L’uomo dovrebbe essergli grato in eterno per averlo salvato dall’ignoranza!
[14] Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.
Quindi, un poco è maledetto anche tutto il bestiame! Dio comunque ufficializza la maledizione condannando bislaccamente il serpente a essere conforme alla sua natura; infatti lo aveva creato già strisciante nel sesto giorno(GE 1 [24])!
[15] Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".
Perché, con l’uomo c’è amicizia? E che dire dell’inimicizia tra la donna e l’incolpevole topolino?
Tuttavia la vera inimicizia sembra essere quella tra Dio e il serpente. E’ una lotta intestina tra divinità per la supremazia di un solo e vero Dio; è il tormentato passaggio dal politeismo al monoteismo. Nelle ben più antiche religioni egiziane e cinesi, saccheggiate a piene mani da Jahvé, il serpente infatti è sacro! In India c’è il dio serpente Ananta che simboleggia l’eternità. Latona, la dea greco-romana è l’identificazione di Buto, divinità matriarcale egiziana a forma di serpente. L’ofiolatria (ofis, serpente, in greco) è appunto il culto del dio serpente. Perché il simbolo dei medici e dei farmacisti è il serpente? Che coincidenza con l’albero della vita presente sul luogo del misfatto!
[16] Alla donna disse: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà".
Le donne partoriscono come tutti i mammiferi e fanno largo uso dell’anestesia (potenza della conoscenza)! Comunque il costo per lo sgarro è elevatissimo, sanguinario; ma Dio con la consueta e immensa bontà lo fa pagare “con comode rate mensili”! In quanto ai rapporti uomo-donna, essa sarà eroticamente attratta ma sarà sottomessa al dis-tratto marito!
[17] All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.
[18] Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre.
[19] Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finchè tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!".
Attenti, mariti, a non dare ascolto alla voce delle vostre mogli! Oltre a qualche legittima e giustificata reazione, potreste provocare una crisi dell’agricoltura con conseguente ricorso alla Comunità Europea per ottenere i previsti risarcimenti!
[20] L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.
Finalmente, chissà perché solo dopo il fattaccio, la donna ha un nome! Nell’antica lingua fenicia, Eva significa “colei che genera”: insomma un Adamo in gonnella e come questi di origine extra comunitaria!
[21] Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.
Dopo aver fatto l’elettricista, l’idraulico, il giardiniere, l’impastatore, il chirurgo, ora Dio fa anche il sarto, pardon, lo stilista couturier!
[22] Il Signore Dio disse allora: "Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!".
[23] Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.
Ancora il “pluralis maiestatis” o più semplicemente Jahvé si rivolge ad una assemblea di dei quando pronuncia “…come uno di noi”? Per evitare, poi, che l’uomo conquisti anche l’eternità, lo allontana dall’albero della vita. Col divieto prima, con la cacciata dopo, l’uomo è comunque predestinato da sempre alla morte! Qual è dunque la punizione? Nessuna, anzi! Era contadino nell’Eden e tale è restato, doveva morire e muore, solo che ora possiede la conoscenza che prima non aveva!
[24] Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.
Perbacco, e questi cherubini da dove sbucano? Mica hanno avuto il privilegio di essere stati creati! Vuoi vedere che fanno parte dell’assemblea delle divinità? Anche Giove ogni tanto, nei momenti difficili, convocava democraticamente l’assemblea! Da notare che kerub in egiziano significava “bue” e guarda caso esisteva il dio Api, alias Osiride, un bue appunto! Mosé, con le Tavole delle leggi sottobraccio non trova il suo popolo in adorazione del vitello d’oro, fatto costruire addirittura da suo fratello Aronne? Insomma, ora l’importante divinità cornuta è ridotta al rango di sentinella!
A questo punto si possono fare alcune considerazioni:
• Ciò che fino ad ora appare cervellotico e sconclusionato riflette semplicemente il livello e la struttura delle conoscenze degli uomini di quella regione del mondo;
• La Bibbia è dunque un’opera storicamente e sincreticamente umana;
• Dio appare già iracondo, punitivo, vendicativo e ingiusto. Ma questo è ancora niente rispetto a ciò che farà in seguito!
• Appare un Eden con confini terrestri; ma neanche l’ombra di un Paradiso, di un Inferno, di un Purgatorio. Dio è ingenerato; Adamo ed Eva sono stati creati; la creazione non comprende Angeli o esseri simili!
• Non vi è traccia del famigerato “peccato originale” che tanti patimenti arreca all’umanità! Adamo ed Eva sono puniti individualmente e tale punizione non si estende a tutta la loro discendenza! Il credente Voltaire ha buon gioco a ironizzare:” S. Agostino accreditò per primo questa bizzarra idea, degna della testa calda e romanzesca di un africano dissoluto e pentito, manicheo e cristiano, indulgente e persecutore, che passò la vita a contraddire se stesso”.
• Malgrado le apparenze, il politeismo sussiste ancora sotto varie forme.
Che dire del nostro Paradiso super affollato? Dio, Gesù, che siede alla sua destra, lo Spirito Santo, a sinistra, la Madonna, gli Angeli e tutte le loro sotto categorie, poi i Santi, i Beati, ecc.. Forse effettivamente sorseggiano in beatitudine… un famoso e pubblicizzato caffè!
giovedì, 05 ottobre 2006
title: La seconda creazione
time: 11:12
mercoledì, 04 ottobre 2006
La prima creazione
Genesi
GE 1
[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.
Fichissimo! Un principio veramente bello e grandioso! Grandioso come il pasticcio combinato! Infatti, nel testo originale, il soggetto è Elohim, plurale di Eloah e significa “gli dei”. Passare dal politeismo al monoteismo non è semplice: a volte, confonde anche la lingua e il Verbo. Comunque, ormai abbiamo tutto: il cielo e la terra. Nei giorni successivi, invece, gli accessori: la luce, il firmamento, i vegetali, gli astri, i pesci e gli uccelli, gli animali e l’uomo. A parte l’ordine cervellotico, vi è dunque un giorno zero, altrimenti i conti non tornano!
[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.
Quindi, come prima cosa, Dio ha creato un casino! Cioè il vecchio e caro Caos delle ben più antiche religioni.
[3] Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.
Il Sommo elettricista, per vederci chiaro su quello che si accinge a fare, con la parola crea la luce.
[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre.
Finalmente illuminato, Dio, come un qualsiasi, bravo e compiaciuto artigiano, constata la bontà di ciò che ha fatto. Ma da onnisciente, non avrebbe dovuto saperlo già prima che la luce è cosa buona? Sembra quasi che operasse “al buio”, senza un risultato predefinito!
[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.
Quindi, il primo giorno si conta a partire dalla creazione del giorno e della notte e non dal Caos originario!
[6] Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque".
[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento. E così avvenne.
[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.
[9] Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne.
[10] Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.
Dio, da gran pasticcione, con la luce si accorge di ciò che ha combinato e decide di fare ordine in questo secondo giorno. Infatti, il cielo, le acque e la terra erano già stati creati nel giorno zero!
[11] E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E così avvenne:
[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.
[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.
Il terzo giorno è dedicato all’agricoltura e all’erboristeria! Ovviamente ogni cosa è buona, comprese la gramigna e le erbe velenose!
[14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni
[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne:
[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.
[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra
[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.
[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.
Cazzo, ma tutto questo apparato non lo aveva creato nel primo e secondo giorno? Oppure Dio ignora anche le più elementari nozioni di astronomia? In questo quarto giorno, Dio dimostra di aver dimenticato un suo siderale attributo: l’onniscienza!
[20] Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo".
[21] Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
[22] Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra".
[23] E fu sera e fu mattina: quinto giorno.
Dio, oltre a creare, nel quinto giorno benedice i pesci e gli uccelli e con benevolenza li invita ad una intensa attività sessuale!
[24] Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne:
[25] Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
Questa mattina del sesto giorno, Dio crea ogni specie di animali terrestri e stranamente non li “benedice” come aveva fatto con i pesci e gli uccelli. Forse, trattandosi di Dio, aveva già precognizione dei lavori di Freud con relativo simbolismo!
Comunque ogni cosa è buona, compreso il famigerato serpente che tra poco manifesterà tutta la sua bontà!
[26] E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".
[27] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
[28] Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra".
Finalmente tocca a noi!
La prima cosa che stupisce è quel “facciamo”: che sia in opera l’iniziale soggetto plurale “Elohim” e quindi un insieme di dei “fanno” l’uomo? Oppure si tratta di un pluralis maiestatis provocato da una botta di orgoglio da parte di Dio che si rende conto dell’importanza di questa creazione? Mah! Comunque sia, lo fa a sua immagine e somiglianza. Poffarbacco! Ma Dio non è puro spirito? Cosa è questo antropomorfismo? Chi si crede di essere, Giove?
L’uomo che somiglia a Dio e viceversa!
Un dio che ci assomiglia è ben misera cosa, specialmente se questa somiglianza si estende anche alle caratteristiche morali! Tuttavia, il passaggio contiene forse quella verità ben colta dal bistrattato Feuerbach! L’uomo è servito da modello e in seguito la dimensione morale di Dio si manifesterà in tutta la sua “umanità”!
“Maschio e femmina li creò”: Che significa? Che l’uomo è bisessuale e in virtù della somiglianza anche Dio lo è? Se è così, solo questo ci mancava: un Dio ermafrodito! Oppure che crea contemporaneamente anche la donna? Il fatto è che, per rimediare a questo pasticcio, Dio ripete la creazione dell’uomo e della donna con una diversa modalità! La cosa positiva in tutto ciò è che per fortuna li “benedisse”! Per l’uomo e per la donna, sesso a tutto spiano!
[29] Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
Quei “vi” e “vostro” indicano chiaramente a chi Dio dà il nutrimento: ad Adamo ed Eva, creati contemporaneamente. A meno che Dio non dia del “voi”, di funesta memoria, ad Adamo!
[30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne.
Ai carnivori e agli onnivori non tocca alcunché: si devono arrangiare! Dieta strettissima, anzi, digiuno forzato!
[31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Alla fine del sesto giorno, dunque, Dio porta a compimento la sua incongruente e problematica creazione! Così, sembra. Illusione…!
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