martedì, 15 maggio 2007

title:
time: 15:53

Botte e risposte

 

Un gruppo di discussione (sarebbe meglio dire di insulti) esterno al mio sito  “Scherzibiblici” commenta il mio commento. Ho deciso di pubblicare su questo blog il resoconto di tali discussioni perché penso (forse a torto) di essere dotato di sufficiente senso dell’ironia e di autoironia da voler  condividere il tenore degli interventi. Cominciamo!

 

Da Nano Bagonghi

 

Ho perso circa 3 minuti nella lettura dei 3 capitoli gratuiti sul sito indicato. Posso testimoniare che il commento biblico riportato *NON* e' satirico, *NON* e' arguto, ed e' divertente piu' o meno come una tonsillectomia. In casa ho almeno 300 libri che possono definirsi, a vario titolo e in diversa gradazione, umoristici, ironici, arguti, satirici. Quindi sono un estimatore del settore, ed ero partito ben disposto. Disgraziatamente non ho trovato la benche' minima traccia di umorismo nelle sue pagine. Ringraziando Dio, sono ateo, quindi non ho nemmeno corso il rischio di scandalizzarmi.
L'unico dibattito che puo' suscitare il suo libro e': ma 200 pagine non saranno poche per un fermaporta ? Ma lei pensa veramente che cose come queste facciano ridere ? Ma che tristezza... e' tutta una sfilza di commentini puerili e forzati o dotti e forzati. Questo commento che potrei definire eufemisticamente
"non entusiastico" e' in parte un atto dovuto che riservo a tutti quelli che fanno autopromozione quando
dovrebbero invece subire un autodafe'... Non c'e' niente di personale. Quindi la prego di non perdere tempo rispondendomi: non ho il minimo interesse in lei come essere umano, ma solo come scrittore di gomma da tartassare un po'. L'autore e' evidentemente una persona colta. Una persona che, pur avendo in evidente disprezzo la religione e in specie la bibbia, ha perso un sacco di tempo a studiarla e farne l'esegesi per poter partorire 4 battutine striminzite... Inquietante. Come se io che aborro lo sport mi leggessi tutte la mattine la gazzetta solo per poterne poi parlare male... Ho di meglio da fare. Non riesco proprio a vedere il target di pubblico per 'sto libro: per gradirlo bisogna chiaramente non essere religiosi, altrimenti immagino che uno dopo 2 pagine gli dia fuoco e amen. Poi bisogna avere un senso dell'umorismo terra-terra, vanziniano, per poter essere titillati dalle facezie che vengono snocciolate come per bocca di un pierino di 3a elementare. D'altro canto pero', per poter capire certe cosettine sparpagliate qua e la', bisogna avere una buona cultura, biblica e non, probabilmente superiore a quella che ritroviamo persino nel credente medio... Penso che tutto cio' ci dica molto sull'universo interiore dell'autore, sicuramente molto piu' di quello che eravamo interessati a sapere... addio, e in bocca al lupo per il suo libro: se vende, vorra' dire che ho sopravvalutato
il genere umano. E non sarebbe la prima volta...

 

R. Ofidio

Sono grato all’interlocutore ateo (che ringrazia Dio di esserlo,mahh!) Nano Bagonghi per il suo contributo alla discussione che ha avuto il privilegio di iniziare. Tale gratitudine è altresì doverosa poiché mi consente di fare alcune considerazioni che per comodità espositiva seguono gli argomenti proposti.

L’interlocutore lamenta, in primis, di aver perso 3 minuti per leggere le 12 pagine dei primi 3 capitoli. Complimenti! Sfido chiunque a fare altrettanto e capire quanto si è letto. Evidentemente i 300 libri della sua libreria lo hanno allenato a tali performances! Io non ci riesco ancora dopo la lettura di migliaia  di libri ma non dispero, prima o poi ci riuscirò malgrado sia duro di comprendonio. Afferma che quanto letto non sia satirico, arguto o divertente. Concordo solo sull’ultimo aggettivo. Ciò che ci fa divertire è soggettivo e attiene ai nostri processi cognitivi, non a caso chi se ne intende dice che l’umorismo passa attraverso la mente, contrariamente al dramma che passa dal cuore e dalle viscere. Diverso è il discorso per la satira. Essa può piacere o non piacere ma sempre satira resta. Lo stesso per l’arguzia che deve essere posseduta in abbondanza dall’interlocutore, visto che vorrebbe usare il libro per fermoposta. Veramente sublime! A parte il fatto che vuol decidere per me se rispondergli o meno, afferma poi che non ha alcun interesse per me come essere umano. Forse è questa, umorismo a parte, la sostanziale differenza tra noi. Io ne ho moltissimo per lui, non se ne dolga, non per masochismo ma semplicemente perché è una  persona che va rispettata in quanto tale. Sempre il bravo interlocutore afferma che ho in disprezzo la religione e la Bibbia. Si sbaglia completamente e di grosso, la parola religione deriva da religo, unire, mettere insieme. Sono fermamente convinto che essa sia utile alla società perché costituisce un collante tra le persone appartenenti ad un dato gruppo sociale. Nel mio libro non troverà (ah, già, non lo legge) mai una solo parola di critica nei confronti dei credenti o di chicchessia. Io combatto le idee e non chi le professa. Troppo arduo il concetto? Fa niente, se ne faccia una ragione! Se poi  il frettoloso interlocutore avesse impiegato un po’ di più dei 3 minuti, avrebbe letto nella presentazione del sito e capito (forse) la considerazione che ho della Bibbia. Ma tanto è, non si può pretendere troppo. Il nostro eroe immagina che dopo due pagine si possa dare fuoco al libro. Non ho difficoltà a credergli! Altri prima di lui lo hanno fatto e insieme ai libri hanno mandato al rogo anche i loro autori. Esemplare! Però è triste pensare che vi sono persone che lo farebbero ancora. Se fosse per me, li costringerei a leggere a vita per punizione! Bella differenza, vero? Per terminare, ma lui l’ha letta la Bibbia? Evidentemente no, altrimenti avrebbe discusso di fatti e non solo di umorismo di cui è piena la Scrittura.

Da Ceffo

 

Le più elementari regole del marketing prevedono che, per promuovere un libro o un film, si rendano disponibili ai potenziali acquirenti gli stralci più significativi e accattivanti. Supponendo che tu non faccia
eccezione mi domando di che morte deve morire l'incauto che comprasse il tuo libro visto il rincorrersi di argomenti visti e rivisti ("cavoli già putridi non rifriggeteli" direbbe Berchet) come il cogliere echi di politeismo in "Elohim" (meglio di te l'ha fatto Borges ad esempio, lo fa anche Odifreddi nel suo ultimo libro che tu cerchi maldestramente di imitare). Anche il livello del tuo umorismo è piuttosto scadente, e qui concordo il Bagonghi, e si limita a infantili sberleffi (dire che dio ha fatto un gran casino, che è il Sommo elettricista, scrivere "fichissimo" o "poffarbacco" non fa ridere, fa solo pensare che l'autore nasconda la
mancanza di argomenti con un immotivato sarcasmo).   Leggo sempre con piacere libri che mirano a smontare quelle che per me sono volgarità intellettuali ma temo che il tuo libro renda un pessimo
servizio alla causa del razionalismo. D'altra parte cosa aspettarsi da uno che crede che "bisessuale" e "ermafrodito" siano sinonimi?

R. Ofidio

Per quanto riguarda Ceffo sono d’accordo anche con lui per la concezione dell’umorismo, esso è soggettivo. Non pretendo l’originalità per quanto attiene al problema del politeismo che non è solo un eco, la Bibbia ne è piena di questi echi, riportati ben prima di Borges, ad es. da Voltaire. Ma quando ci si abitua a fare i conti con i fatti? Temo mai! Ci si limita a parlare senza argomenti, facile no? Ma scorretto sì! Il nostro Ceffo (non faccio ironie, non farebbe ridere!) mi accusa di aver maldestramente imitato Odifreddi. Sicuramente ignora (quante cose si ignorano!) che il libro del citato autore è stato pubblicato nel mese di Marzo del 2007, il mio nel Dicembre del 2006 come risulta dalla copertina e da tutte le registrazioni effettuate per legge. Si è mai vista una imitazione che precede l’originale? Per il Ceffo, evidentemente, si! Sembra di ritrovare una tipica scena biblica! Sempre il Ceffo (senza aggettivi) mi accusa di credere che “bisessuale e “ermafrodito” siano sinonimi. Bene, per tranquillizzarlo, riporto la definizione del Devoto-Oli: “che ha i caratteri di entrambi i sessi, lo stesso che ermafrodito”. Contento o ignori e contesti anche il Dizionario della lingua italiana dei famosissimi e autorevoli autori?

Da Dan il pericoloso

 

Riduci quelle dodici togliendovi il testo biblico, calcola che le tue aggiunte non sono del tipo che richiede ponderazione e tempo per essere comprese e vedrai che tre minuti sono anche tanti. No, no, Nano ha detto, più educatamente di quanto non stia per fare io, che il tuo libro gli è parsa una cazzatina e che non vi avrebbe perduto tempo. Cala le arie: non sei Giordano Bruno, sei uno che racconta barzellette sceme (per la qual colpa nessuno è mai morto, purtroppo), se n'è stampato un libro e fa tristemente il battone sui blog di splinder per accattare qualche contatto.

Auguri, comunque.

R. Ofidio

Dopo il Nano e il Ceffo, ecco Dan il pericoloso (in nomine omen! Ma che lo fanno apposta?) che cerca di difendere Nano. Niente di male, per carità ma un po’ di fantasia personale non guasterebbe,comunque entriamo nel merito! Dan dice che togliendo il testo biblico 3 minuti sono anche tanti. Il gentile lettore, come altri, commette proprio l’errore che andrebbe evitato ad ogni costo: non leggere la Bibbia! Se si prendesse la briga di farlo sicuramente troverebbe più divertente il fatto che Jahavè crea 3 volte il sole, 2 volte Adamo, una volta e mezzo Eva e fa apparire personaggi non creati, per non parlare di altre amenità del genere nel corso di tutta la Genesi e oltre. A me, povero mortale, si addebita di scrivere “cazzatine” non divertenti e si passano sotto silenzio “cazzate” ben più importanti, visto l’autore che le ispira!

Per quanto riguarda la storia del fuoco al libro risulta che anche Dan, nel farsi avvocato difensore, è un lettore frettoloso, questa volta di Nano. Gli consiglio di rileggere più attentamente (se ci riesce) quanto scritto dal suo assistito.

Conosci anche Giordano Bruno? Forse ne conosci solo il nome e l’episodio, se ne conoscessi anche il pensiero saresti più indulgente. Se lo desideri posso compilarti la lista delle migliaia di persone che hanno fatto la stessa fine; ma non ne vale la pena sprecherei acqua e sapone, come si dice.

Apprezzo moltissimo la tua finezza morale nel dolerti che purtroppo nessuno sia morto perché racconta barzellette sceme. Saresti stato un ottimo inquisitore ma dentro lo sei rimasto. Anche gli insulti personali, poi, ti qualificano. Bravo! Sarò pure battone ma mai quanto coloro che prostituiscono i loro limitati neuroni cerebrali, mai quanto il primo e secondo patriarca Abramo e Isacco che prostituivano le mogli. Ah già, scusa, tu non hai letto la Bibbia!

Ti ringrazio per gli auguri finali; che faccio, mi tocco?

 

Scherzi (biblici) a parte, almeno un merito il frettoloso lettore me lo attribuisce: di essere colto. Sono colto ma non faccio ridere. Purtroppo anche qui si sbaglia!



posted by Ofidius
in pensieri, religione, bibbia, satira, umorismo, laicitĂ 

commenti (6)

giovedì, 10 maggio 2007

title:
time: 11:12

Ciao a tutti!

Finalmente sono riuscito a creare un sito ufficiale per "Scherzi biblici!

L'indirizzo è: www.scherzibiblici.net

Accorrete numerosi, ci sono i panini gratis!

Un ofidico abbraccio



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, satira, umorismo, diavolo, laicitĂ 

commenti (1)

lunedì, 02 aprile 2007

title:
time: 12:09

Il finto olocausto

 

GE 22

 

[1] Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".

Dopo tutte le nefandezza combinate assieme, Dio ancora non si fida del complice e vuole metterlo alla prova. L’onnisciente d’altronde, con la prova, confessa di  non sapere prevedere la reazione del patriarca.  Ohi, ohi, si annuncia qualcosa di terribile per un uomo!

Poi dimentica che Abramo è ormai più che centenario e con l’età, si sa, si diventa un po’ sordi: lo deve chiamare due volte! Finalmente udito il suo nome e riconosciuta la voce, l’avido lenone risponde prontamente. Quando Dio lo chiama c’è sempre qualcosa da guadagnare!

 

[2] Riprese: "Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, và nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò".

Le richieste di Dio sono sempre amorevoli e misericordiose! E’ addirittura banale chiedere ad un uomo di scannare con le proprie mani  l’amatissimo figlio! Comunque è la solita giustizia divina: Abramo deve fornire la prova e suo figlio ci rimette le penne!

 

[3] Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.

Il grande patriarca, per nulla turbato, senza un minimo accenno di protesta, quasi che i sacrifici umani fossero una pratica consueta ( in effetti lo erano!), senza un umanissimo dubbio, dopo aver trascorso una serena nottata da fare invidia all’Innominato, si mette alacremente e metodicamente all’opera per eseguire la divina volontà! Del resto, per fedeltà al suo Jahvé non gli ha già sacrificato parte del suo pisello?

 

[4] Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.

Il terzo giorno è sempre miracoloso nell’ambiente!

 

[5] Allora Abramo disse ai suoi servi: "Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi".

Abramo non vuole testimoni scomodi, benché servi, e inventa una ridicola e menzognera scusa.

 

[6] Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutt'e due insieme.

Il povero Isacco, si fa per dire, non solo è condannato a morte ma deve anche sopportare il fardello della legna che serve ad abbrustolirlo! Con tanti asini a disposizione! Sempre nell’ambiente è usuale che ogni condannato a morte porti la propria croce!

Poi è normale che per pregare e prostrarsi si ha bisogno del fuoco e del coltello!

 

[7] Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: "Padre mio!". Rispose: "Eccomi, figlio mio". Riprese: "Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto?".

Il ragazzo evidentemente non è stupido. La sua domanda è logica e più che legittima!

 

[8] Abramo rispose: "Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio!". Proseguirono tutt'e due insieme;

Pietosa e umanissima bugia paterna!

 

[9] così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.

[10] Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.

Mirabile e toccante scena drammatica, se non fosse una farsa! Tanto che perfino il maledetto Caravaggio ha sentito il bisogno d’immortalare la sceneggiata!

 

[11] Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: "Abramo, Abramo!". Rispose: "Eccomi!".

Maledetta sordità, comunque all’erta sta!

 

[12] L'angelo disse: "Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male! Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio".

Ecco il vero senso della prova: non per amore di Dio ma per terrore! Perché l’angelo parla in prima persona riferendosi a Dio? La solita storia!

 

[13] Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio. Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.

Lo storico passaggio dal sacrificio umano a quello animale è raccontato con divino realismo!

 

[14] Abramo chiamò quel luogo: "Il Signore provvede", perciò oggi si dice: "Sul monte il Signore provvede".

[15] Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta

[16] e disse: "Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,

[17] io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.

C’era da aspettarselo, arriva il premio: la conquista di molte città con relativo bottino e per farsi credere (siamo ancora a questo!), Dio giura sul suo nome.

“Giurin, giurello,

ora questo, ora quello!

Se non credi ancora in Dio,

resti solo e senza zio”!

Per favore, senza incrociare le dita dietro la schiena!

 

[18] Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce".

Un’altra falsa benedizione: basta chiederlo ai suoi discendenti; in coro direbbero: “no, grazie, non vi disturbate”!

 

[19] Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.

[20] Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: "Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello":

[21] Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Aram

Uz e Buz: manca solo Azz!

 

[22] e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl;

[23] Betuèl generò Rebecca: questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo.

[24] Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca.

Sembra giusto che la concubina, rispettabile signora, sia nominata per ultima! E poi con quel nome, mica si chiama Salute o Benessere!  Ubi maior…!

Sito ufficiale: www.scherzibiblici.net



posted by Ofidius
in pensieri, religione, satira, umorismo, scherzi, laicitĂ 

commenti (19)

martedì, 20 marzo 2007

title:
time: 17:51

Nascita di Isacco

 

GE 21

 

[1] Il Signore visitò Sara, come aveva detto, e fece a Sara come aveva promesso.

Visita sospetta, cosa fece a Sara? Conoscendo i precedenti, non è difficile immaginarlo!

 

[2] Sara concepì e partorì ad Abramo un figlio nella vecchiaia, nel tempo che Dio aveva fissato.

Non ci sono dubbi in proposito. Il  fattivo disegno divino si realizza!

 

[3] Abramo chiamò Isacco il figlio che gli era nato, che Sara gli aveva partorito.

Povero illuso! Non si rende conto che non è mai detto: “che egli concepì”.

 

[4] Abramo circoncise suo figlio Isacco, quando questi ebbe otto giorni, come Dio gli aveva comandato.

[5] Abramo aveva cento anni, quando gli nacque il figlio Isacco.

[6] Allora Sara disse: "Motivo di lieto riso mi ha dato Dio: chiunque lo saprà sorriderà di me!".

[7] Poi disse: "Chi avrebbe mai detto ad Abramo: Sara deve allattare figli! Eppure gli ho partorito un figlio nella sua vecchiaia!".

Oltre che zoccola, è anche vanitosa!

 

[8] Il bambino crebbe e fu svezzato e Abramo fece un grande banchetto quando Isacco fu svezzato.

[9] Ma Sara vide che il figlio di Agar l'Egiziana, quello che essa aveva partorito ad Abramo, scherzava con il figlio Isacco.

[10] Disse allora ad Abramo: "Scaccia questa schiava e suo figlio, perché il figlio di questa schiava non deve essere erede con mio figlio Isacco".

Questa famiglia i soldi ce li ha nel sangue, sempre questioni d’interesse! Non è stata lei a volere quel figlio con l’utero in prestito?

 

[11] La cosa dispiacque molto ad Abramo per riguardo a suo figlio.

[12] Ma Dio disse ad Abramo: "Non ti dispiaccia questo, per il fanciullo e la tua schiava: ascolta la parola di Sara in quanto ti dice, ascolta la sua voce, perché attraverso Isacco da te prenderà nome una stirpe.

Dio che in quella circostanza è stato il ruffiano di Sara, si associa all’ingiusta richiesta.

 

[13] Ma io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole".

Per addolcire la pillola promette gloria anche per l’altro figlio.

 

[14] Abramo si alzò di buon mattino, prese il pane e un otre di acqua e li diede ad Agar, caricandoli sulle sue spalle; le consegnò il fanciullo e la mandò via. Essa se ne andò e si smarrì per il deserto di Bersabea.

[15] Tutta l'acqua dell'otre era venuta a mancare. Allora essa depose il fanciullo sotto un cespuglio

[16] e andò a sedersi di fronte, alla distanza di un tiro d'arco, perché diceva: "Non voglio veder morire il fanciullo!". Quando gli si fu seduta di fronte, egli alzò la voce e pianse.

[17] Ma Dio udì la voce del fanciullo e un angelo di Dio chiamò Agar dal cielo e le disse: "Che hai, Agar? Non temere, perché Dio ha udito la voce del fanciullo là dove si trova.

[18] Alzati, prendi il fanciullo e tienilo per mano, perché io ne farò una grande nazione".

[19] Dio le aprì gli occhi ed essa vide un pozzo d'acqua. Allora andò a riempire l'otre e fece bere il fanciullo.

[20] E Dio fu con il fanciullo, che crebbe e abitò nel deserto e divenne un tiratore d'arco.

[21] Egli abitò nel deserto di Paran e sua madre gli prese una moglie del paese d'Egitto.

[22] In quel tempo Abimèlech con Picol, capo del suo esercito, disse ad Abramo: "Dio è con te in quanto fai.

[23] Ebbene, giurami qui per Dio che tu non ingannerai né me né i miei figli né i miei discendenti: come io ho agito amichevolmente con te, così tu agirai con me e con il paese nel quale sei forestiero".

[24] Rispose Abramo: "Io lo giuro".

[25] Ma Abramo rimproverò Abimèlech a causa di un pozzo d'acqua, che i servi di Abimèlech avevano usurpato.

[26] Abimèlech disse: "Io non so chi abbia fatto questa cosa: né tu me ne hai informato, né io ne ho sentito parlare se non oggi".

[27] Allora Abramo prese alcuni capi del gregge e dell'armento, li diede ad Abimèlech: tra loro due conclusero un'alleanza.

[28] Poi Abramo mise in disparte sette agnelle del gregge.

[29] Abimèlech disse ad Abramo: "Che significano quelle sette agnelle che hai messe in disparte?".

[30] Rispose: "Tu accetterai queste sette agnelle dalla mia mano, perché ciò mi valga di testimonianza che io ho scavato questo pozzo".

[31] Per questo quel luogo si chiamò Bersabea, perché là fecero giuramento tutti e due.

[32] E dopo che ebbero concluso l'alleanza a Bersabea, Abimèlech si alzò con Picol, capo del suo esercito, e ritornarono nel paese dei Filistei.

[33] Abramo piantò un tamerice in Bersabea, e lì invocò il nome del Signore, Dio dell'eternità.

[34] E fu forestiero nel paese dei Filistei per molto tempo.

Si salta di palo in frasca. Si mescola la vicenda di Ismaele con un’alleanza militare tra Abramo e Abimelech. Come hanno fatto acuti, sottili, eruditi teologi di ogni tempo e luogo a raccapezzarsi in un simile guazzabuglio? Semplice: è il loro mestiere, sono pagati per questo! Rendere chiaro ciò che già lo è: la più grande mistificazione della storia occidentale!

Libro-blog



posted by Ofidius
in pensieri, religione, satira, umorismo, scherzi, laicitĂ 

commenti (2)

giovedì, 08 marzo 2007

title:
time: 16:57

Un’altra edificante prestazione

 

GE 20

 

[1] Abramo levò le tende di là, dirigendosi nel Negheb, e si stabilì tra Kades e Sur; poi soggiornò come straniero a Gerar.

[2] Siccome Abramo aveva detto della moglie Sara: "È mia sorella", Abimèlech, re di Gerar, mandò a prendere Sara.

Abramo, eccelsa figura, ripete la fruttuosa operazione commerciale! Sara è certamente avvizzita, come lei stessa ha ammesso, sicuramente in menopausa, tuttavia in un aspetto non è cambiata: è rimasta sempre una troia!

 

[3] Ma Dio venne da Abimèlech di notte, in sogno, e gli disse: "Ecco stai per morire a causa della donna che tu hai presa; essa appartiene a suo marito".

[4] Abimèlech, che non si era ancora accostato a lei, disse: "Mio Signore, vuoi far morire anche la gente innocente?

Giustamente!

 

[5] Non mi ha forse detto: È mia sorella? E anche lei ha detto: È mio fratello. Con retta coscienza e mani innocenti ho fatto questo".

E’ vero, che male c’è? Mica è un delitto andare a letto con le sorelle degli altri!

 

[6] Gli rispose Dio nel sogno: "Anch'io so che con retta coscienza hai fatto questo e ti ho anche impedito di peccare contro di me: perciò non ho permesso che tu la toccassi.

[7] Ora restituisci la donna di quest'uomo: egli è un profeta: preghi egli per te e tu vivrai. Ma se tu non la restituisci, sappi che sarai degno di morte con tutti i tuoi".

Dio dimentica di dire: “un profeta magnaccia”.

 

[8] Allora Abimèlech si alzò di mattina presto e chiamò tutti i suoi servi, ai quali riferì tutte queste cose, e quegli uomini si impaurirono molto.

[9] Poi Abimèlech chiamò Abramo e gli disse: "Che ci hai fatto? E che colpa ho commesso contro di te, perché tu abbia esposto me e il mio regno ad un peccato tanto grande? Tu hai fatto a mio riguardo azioni che non si fanno".

[10] Poi Abimèlech disse ad Abramo: "A che miravi agendo in tal modo?".

Povero Abimelech, ai soldi, no? Ancora non ha capito?

 

[11] Rispose Abramo: "Io mi sono detto: certo non vi sarà timor di Dio in questo luogo e mi uccideranno a causa di mia moglie.

[12] Inoltre essa è veramente mia sorella, figlia di mio padre, ma non figlia di mia madre, ed è divenuta mia moglie.

Oltre che avido e magnaccia, è anche incestuoso! A pensare che è il primo patriarca, chissà gli altri!

 

[13] Allora, quando Dio mi ha fatto errare lungi dalla casa di mio padre, io le dissi: Questo è il favore che tu mi farai: in ogni luogo dove noi arriveremo dirai di me: è mio fratello".

Abramo confessa che la futura principessa, nonché sua moglie, fa la puttana itinerante di professione!

 

[14] Allora Abimèlech prese greggi e armenti, schiavi e schiave, li diede ad Abramo e gli restituì la moglie Sara.

Naturalmente Abramo non rifiuta le ricchezze, anche se non si capisce a che titolo. In fondo il povero Abimelech non ha neanche consumato!

 

[15] Inoltre Abimèlech disse: "Ecco davanti a te il mio territorio: và ad abitare dove ti piace!".

[16] A Sara disse: "Ecco, ho dato mille pezzi d'argento a tuo fratello: sarà per te come un risarcimento di fronte a quanti sono con te. Così tu sei in tutto riabilitata".

Sembra giusto risarcire una puttana che non ha consumato per propria colpa! E poi che figura farebbe Sara con il suo entourage: una puttana che la dà gratis non è degna di appartenere all’onorato circolo ricreativo!

 

[17] Abramo pregò Dio e Dio guarì Abimèlech, sua moglie e le sue serve, sì che poterono ancora partorire.

[18] Perché il Signore aveva reso sterili tutte le donne della casa di Abimèlech, per il fatto di Sara, moglie di Abramo.

Figurarsi cosa avrebbe fatto se la prestazione fosse stata completa!

 



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, satira, umorismo, scherzi, laicitĂ 

commenti (2)

venerdì, 02 marzo 2007

title:
time: 17:28

 La distruzione dei peccatori

 

GE 19

 

[1] I due angeli arrivarono a Sòdoma sul far della sera, mentre Lot stava seduto alla porta di Sòdoma. Non appena li ebbe visti, Lot si alzò, andò loro incontro e si prostrò con la faccia a terra.

A Sodoma durante il giorno non è pericoloso prostrarsi! Lo è solo di notte!

 

[2] E disse: "Miei signori, venite in casa del vostro servo: vi passerete la notte, vi laverete i piedi e poi, domattina, per tempo, ve ne andrete per la vostra strada". Quelli risposero: "No, passeremo la notte sulla piazza".

[3] Ma egli insistette tanto che vennero da lui ed entrarono nella sua casa. Egli preparò per loro un banchetto, fece cuocere gli azzimi e così mangiarono.

[4] Non si erano ancora coricati, quand'ecco gli uomini della città, cioè gli abitanti di Sòdoma, si affollarono intorno alla casa, giovani e vecchi, tutto il popolo al completo.

Compresi storpi, militari e ragazzi!

 

[5] Chiamarono Lot e gli dissero: "Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!".

Viva la sincerità; gli abitanti di Sodoma sono sì dei grandi peccatori ma sono sinceri, mica ipocriti e poi hanno almeno il pregio di andare subito al dunque!

 

[6] Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé,

Coraggiosamente Lot esce e cerca di salvare i suoi ospiti. A proposito, come ha fatto Lot a sfuggire ai suoi concittadini assatanati? Non è che quando è venuto a stabilirsi a Sodoma ha avuto modo di sperimentare personalmente la sincerità e l’irruenza dei sodomiti?

 

[7] disse: "No, fratelli miei, non fate del male!

[8] Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all'ombra del mio tetto".

I doveri dell’ospitalità sono così sentiti che Lot offre in cambio le sue figlie vergini; ma chi è il pervertito?

 

[9] Ma quelli risposero: "Tirati via! Quest'individuo è venuto qui come straniero e vuol fare il giudice! Ora faremo a te peggio che a loro!". E spingendosi violentemente contro quell'uomo, cioè contro Lot, si avvicinarono per sfondare la porta.

Figurarsi se i sodomiti  (abitanti) possono accettare lo scambio, altrimenti che sodomiti (pervertiti) sarebbero?

 

[10] Allora dall'interno quegli uomini sporsero le mani, si trassero in casa Lot e chiusero il battente;

[11] quanto agli uomini che erano alla porta della casa, essi li colpirono con un abbaglio accecante dal più piccolo al più grande, così che non riuscirono a trovare la porta.

In tanto squallore, finalmente degli uomini veri! Con rara capacità riescono a tenere a bada gli assatanati dispregiatori di donne vergini. Veramente dei grandi peccatori!

 

[12] Quegli uomini dissero allora a Lot: "Chi hai ancora qui? Il genero, i tuoi figli, le tue figlie e quanti hai in città, falli uscire da questo luogo.

[13] Perché noi stiamo per distruggere questo luogo: il grido innalzato contro di loro davanti al Signore è grande e il Signore ci ha mandati a distruggerli".

[14] Lot uscì a parlare ai suoi generi, che dovevano sposare le sue figlie, e disse: "Alzatevi, uscite da questo luogo, perché il Signore sta per distruggere la città!". Ma parve ai suoi generi che egli volesse scherzare.

I generi che ancora non hanno avuto il piacere di  toccare le loro promesse spose, pensano che sicuramente è uno scherzo di cattivo gusto voler distruggere una simile città. Ci si deve pur arrangiare, no?

 

[15] Quando apparve l'alba, gli angeli fecero premura a Lot, dicendo: "Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per non essere travolto nel castigo della città".

[16] Lot indugiava, ma quegli uomini presero per mano lui, sua moglie e le sue due figlie, per un grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e lo condussero fuori della città.

Perché Lot indugia? Vuoi vedere che sotto sotto gli dispiace abbandonare questo luogo di delizie?

 

[17] Dopo averli condotti fuori, uno di loro disse: "Fuggi, per la tua vita. Non guardare indietro e non fermarti dentro la valle: fuggi sulle montagne, per non essere travolto!".

[18] Ma Lot gli disse: "No, mio Signore!

[19] Vedi, il tuo servo ha trovato grazia ai tuoi occhi e tu hai usato una grande misericordia verso di me salvandomi la vita, ma io non riuscirò a fuggire sul monte, senza che la sciagura mi raggiunga e io muoia.

Non si capisce di quale sciagura stia parlando Lot, però non vuole andare sul monte.

 

[20] Vedi questa città: è abbastanza vicina perché mi possa rifugiare là ed è piccola cosa! Lascia che io fugga lassù - non è una piccola cosa? - e così la mia vita sarà salva".

[21] Gli rispose: "Ecco, ti ho favorito anche in questo, di non distruggere la città di cui hai parlato.

[22] Presto, fuggi là perché io non posso far nulla, finché tu non vi sia arrivato". Perciò quella città si chiamò Zoar.

Perché, hanno l’ordine di distruggere anche Zoar? Se si, perché? Anch’essa è corrotta? Ma se è corrotta allora la salvano per favorire l’ambiguo Lot!

 

[23] Il sole spuntava sulla terra e Lot era arrivato a Zoar,

[24] quand'ecco il Signore fece piovere dal cielo sopra Sòdoma e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente dal Signore.

I due uomini sono stati a Sodoma e hanno visto, come hanno verificato che a Gomorra succedono le stesse cose? Umanamente è comprensibile! Dopo aver difeso strenuamente il loro fondo schiena, mica vogliono rischiare di nuovo!

 

[25] Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti delle città e la vegetazione del suolo.

Ovviamente quando Jahvè ci si mette, fa le cose come si deve. Le distruzioni gli riescono particolarmente bene; mica si tratta della creazione!

 

[26] Ora la moglie di Lot guardò indietro e divenne una statua di sale.

La curiosità femminile ancora una volta risulta fatale! Però, come Eva, non è stata avvertita del pericolo che corre trasgredendo gli ordini e suo marito, come Adamo, non dice alcunché. Che uomini! Comunque diventa una statua di sale. Perché una statua e proprio di sale? Se la statua vuole essere un monito per i trasgressori, le prime piogge non l’avrebbero sciolta? Più semplicemente, trovandosi nei pressi del Mar Morto, ricchissimo di sale, vi sono rocce che talvolta assumono forme umane e animalesche. Il fenomeno è sfruttato per terrorizzare gli ingenui uomini biblici!

 

[27] Abramo andò di buon mattino al luogo dove si era fermato davanti al Signore;

[28] contemplò dall'alto Sòdoma e Gomorra e tutta la distesa della valle e vide che un fumo saliva dalla terra, come il fumo di una fornace.

[29] Così, quando Dio distrusse le città della valle, Dio si ricordò di Abramo e fece sfuggire Lot alla catastrofe, mentre distruggeva le città nelle quali Lot aveva abitato.

Dio quindi salva Lot perché è parente di Abramo, non perché buono e giusto. Un sodomita raccomandato!

 

[30] Poi Lot partì da Zoar e andò ad abitare sulla montagna, insieme con le due figlie, perché temeva di restare in Zoar, e si stabilì in una caverna con le sue due figlie.

Ma questo è scemo o lo fa? Se proprio undici versetti fa ha rifiutato di rifugiarsi sulla montagna e ha scelto Zoar per evitare la sciagura!

 

[31] Ora la maggiore disse alla più piccola: "Il nostro padre è vecchio e non c'è nessuno in questo territorio per unirsi a noi, secondo l'uso di tutta la terra.

I fidanzati che fine hanno fatto, per caso mica hanno scelto di restare nella Sodoma godereccia? Una città con una vivace vita notturna, come direbbero i moderni paparazzi!

 

[32] Vieni, facciamo bere del vino a nostro padre e poi corichiamoci con lui, così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

Non c’è da stupirsi: due vergini, timorate di Dio (sono state salvate), senza uno straccio di pretendenti, senza prospettive di alcun genere, che altro possono fare? Praticare l’incesto, è normale, no?

 

[33] Quella notte fecero bere del vino al loro padre e la maggiore andò a coricarsi con il padre; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

Che cretino! Sia a farsi ubriacare sia a non accorgersi di nulla! Almeno…

 

[34] All'indomani la maggiore disse alla più piccola: "Ecco, ieri io mi sono coricata con nostro padre: facciamogli bere del vino anche questa notte e và tu a coricarti con lui; così faremo sussistere una discendenza da nostro padre".

[35] Anche quella notte fecero bere del vino al loro padre e la più piccola andò a coricarsi con lui; ma egli non se ne accorse, né quando essa si coricò, né quando essa si alzò.

Doppiamente cretino!

 

[36] Così le due figlie di Lot concepirono dal loro padre.

[37] La maggiore partorì un figlio e lo chiamò Moab. Costui è il padre dei Moabiti che esistono fino ad oggi.

[38] Anche la più piccola partorì un figlio e lo chiamò "Figlio del mio popolo". Costui è il padre degli Ammoniti che esistono fino ad oggi.

Naturalmente il buon Dio rimane inerte, fa orecchio da mercante. Cos’è un incesto col padre? Una bazzecola, in fondo l’incesto è una pratica diffusa già dai tempi dei figli di Adamo ed Eva.

Del resto, come può essere diversamente?

Libro-blog

 

 


L'elegante volume si presenta così:

Formato: 20 x 15;

Pagg.: 200;

Copertina in cartoncino plastificato;

ISBN: 88-89021-12-8

Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.


Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.



posted by Ofidius
in pensieri, religione, satira, umorismo, scherzi

commenti (6)

martedì, 27 febbraio 2007

title:
time: 11:06

Sodoma e Gomorra

GE 18

 
[1] Poi il Signore apparve a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno.
[2] Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra,
[3] dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo.
Jahvè appare ma si presenta già come trinità con sembianze umane!
 
[4] Si vada a prendere un pò di acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero.
[5] Permettete che vada a prendere un boccone di pane e rinfrancatevi il cuore; dopo, potrete proseguire, perché è ben per questo che voi siete passati dal vostro servo". Quelli dissero: "Fa pure come hai detto".
In coro, la trinità, col distacco tipico di chi dà ordini, acconsente a farsi servire!
 
[6] Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: "Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce".
[7] All'armento corse lui stesso, Abramo, prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo.
[8] Prese latte acido e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse a loro. Così, mentr'egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono.
Abramo conosce le buone regole dell’ospitalità e si attiva per usare quelle cortesie tipiche dell’area mediterranea e mesopotamica.
 
[9] Poi gli dissero: "Dov'è Sara, tua moglie?". Rispose: "È là nella tenda".
[10] Il Signore riprese: "Tornerò da te fra un anno a questa data e allora Sara, tua moglie, avrà un figlio". Intanto Sara stava ad ascoltare all'ingresso della tenda ed era dietro di lui.
A parte il fatto che tutto ciò gli è già stato annunciato in GE 17 [21], perché tra un anno? Una gravidanza di solito dura nove mesi, o no?
 
[11] Abramo e Sara erano vecchi, avanti negli anni; era cessato a Sara ciò che avviene regolarmente alle donne.
Se non si è capito, significa che Sara è in menopausa già da molto tempo.
 
[12] Allora Sara rise dentro di sé e disse: "Avvizzita come sono dovrei provare il piacere, mentre il mio signore è vecchio!".
Sara fa autocritica ma subito pensa maliziosamente al piacere e forse perciò ride in cuor suo! Perdinci, qui si parla di figli, mica di piacere! E poi c’è il problema irrisolvibile di quel rudere di Abramo! Come potrebbe…? Il Viagra è ancora ben lungi dalla sua invenzione!
 
[13] Ma il Signore disse ad Abramo: "Perché Sara ha riso dicendo: Potrò davvero partorire, mentre sono vecchia?
In verità Jahvè ha torto e ragione nello stesso tempo: Sara ha riso solo in cuor suo ma Dio vede anche dentro!
 
[14] C'è forse qualche cosa impossibile per il Signore? Al tempo fissato tornerò da te alla stessa data e Sara avrà un figlio".
Il buon senso!
 
[15] Allora Sara negò: "Non ho riso!", perché aveva paura; ma quegli disse: "Sì, hai proprio riso".
Questo non è un dialogo tra Dio e una principessa: è una infantile impuntatura!
 
[16] Quegli uomini si alzarono e andarono a contemplare Sòdoma dall'alto, mentre Abramo li accompagnava per congedarli.
Dove li accompagnò, in alto?
 
[17] Il Signore diceva: "Devo io tener nascosto ad Abramo quello che sto per fare,
[18] mentre Abramo dovrà diventare una nazione grande e potente e in lui si diranno benedette tutte le nazioni della terra?
[19] Infatti io l'ho scelto, perché egli obblighi i suoi figli e la sua famiglia dopo di lui ad osservare la via del Signore e ad agire con giustizia e diritto, perché il Signore realizzi per Abramo quanto gli ha promesso".
Dio tentenna se comunicare ad Abramo ciò che si accinge a fare ma poi propende per il si perché tra alleati non si può giocare sporco. Bisogna essere leali nelle nefandezze: Bush e i suoi alleati insegnano!
 
[20] Disse allora il Signore: "Il grido contro Sòdoma e Gomorra è troppo grande e il loro peccato è molto grave.
A quale grido si riferisce? A quello emesso dai sodomiti che nella goduria generale non hanno inibizioni ad esprimere rumorosamente il loro piacere o a quello prodotto dai pettegolezzi delle male lingue e dei timorati di Dio?
 
[21] Voglio scendere a vedere se proprio hanno fatto tutto il male di cui è giunto il grido fino a me; lo voglio sapere!".
Sebbene onnisciente, onnivedente e onnipotente, Dio, come un guardone, vuole vedere personalmente. Ovviamente deve guardare bene, da vicino, nessun particolare deve sfuggire e quindi scende!
 
[22] Quegli uomini partirono di lì e andarono verso Sòdoma, mentre Abramo stava ancora davanti al Signore.
Ancora confusione tra Jahvè e gli altri uomini(?). Insomma chi scende?
 
[23] Allora Abramo gli si avvicinò e gli disse: "Davvero sterminerai il giusto con l'empio?
[24] Forse vi sono cinquanta giusti nella città: davvero li vuoi sopprimere? E non perdonerai a quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?
Abramo esprime giustamente qualche dubbio sulla liceità della decisione; da quale pulpito viene la predica!
 
[25] Lungi da te il far morire il giusto con l'empio, così che il giusto sia trattato come l'empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?".
Garbato e giusto rimprovero a Dio!
 
[26] Rispose il Signore: “Se a Sodoma troverò cinquanta giusti nell’ambito della città, per riguardo a loro perdonerò a tutta la città”.
[27] Abramo riprese e disse: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore, io che sono polvere e cenere…
[28] Forse ai cinquanta giusti ne mancheranno cinque; per questi cinque distruggerai tutta la città?”. Rispose: “Non la distruggerò, se ve ne trovo quarantacinque”.
[29] Abramo riprese ancora a parlargli e disse: “Forse là se ne troveranno quaranta”. Rispose: “Non lo farò, per riguardo a quei quaranta”.
[30] Riprese: “Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora: forse là se ne troveranno trenta”. Rispose: “Non lo farò, se ve ne troverò trenta”.
[31] Riprese: “Vedi come ardisco parlare al mio Signore! Forse là se ne troveranno venti”. Rispose: “Non la distruggerò per riguardo a quei venti”.
[32] Riprese: “Non si adiri il mio Signore, se parlo ancora una volta sola; forse là se ne troveranno dieci”. Rispose: “Non la distruggerò per riguardo a quei dieci”.
Ancora una volta, Abramo dimostra di essere un eccellente negoziatore! Ma perché non cinque o uno solo? La responsabilità non è individuale? No, si applica la stessa logica utilizzata per il diluvio universale!
 
[33] Poi il Signore, come ebbe finito di parlare con Abramo, se ne andò e Abramo ritornò alla sua abitazione.
Dove se ne andò, in alto o in basso?
 Libro-blog

L'elegante volume si presenta così:

Formato: 20 x 15;

Pagg.: 200;

Copertina in cartoncino plastificato;

ISBN: 88-89021-12-8

Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.


Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.


posted by Ofidius
in

commenti (3)

domenica, 25 febbraio 2007

title:
time: 10:31

La nuova alleanza

 

GE 17

 

[1] Quando Abram ebbe novantanove anni, il Signore gli apparve e gli disse: "Io sono Dio onnipotente: cammina davanti a me e sii integro.

Jahvè teme di non essere riconosciuto e forse, memore dei precedenti comportamenti di Abramo, gli raccomanda di essere integro!

 

[2] Porrò la mia alleanza tra me e te e ti renderò numeroso molto, molto".

[3] Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui:

[4] "Eccomi: la mia alleanza è con te e sarai padre di una moltitudine di popoli.

L’alleanza non è stata già sancita col truculento rito dello squartamento? Comunque, ripromette ad Abramo una numerosa parentela e la sottomissione di molti popoli !

 

[5] Non ti chiamerai più Abram ma ti chiamerai Abraham perché padre di una moltitudine di popoli ti renderò.

Nasce qui l’usanza di cambiare nome quando si accede ad un posto di potere: imperatori, re e soprattutto papi ne hanno fatto largo uso!

 

[6] E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te nasceranno dei re.

[7] Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te.

[8] Darò a te e alla tua discendenza dopo di te il paese dove sei straniero, tutto il paese di Cànaan in possesso perenne; sarò il vostro Dio".

Precedentemente gli aveva promesso un territorio che arrivava fino al fiume Eufrate: una consistente amputazione! Non è dato sapere se per ignoranza geografica o se il Verbo parla a vanvera! Si propende per la seconda ipotesi non escludendo anche la prima!

 

[9] Disse Dio ad Abramo: "Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te di generazione in generazione.

Fidandosi poco delle capacità cognitive di Abramo, l’acuto Dio ripete continuamente la stessa cosa. Sommessamente possiamo rassicurarlo: Abramo ha capito la faccenda dell’alleanza, almeno si spera!

 

[10] Questa è la mia alleanza che dovete osservare, alleanza tra me e voi e la tua discendenza dopo di te: sia circonciso tra di voi ogni maschio.

[11] Vi lascerete circoncidere la carne del vostro membro e ciò sarà il segno dell'alleanza tra me e voi.

All’amputazione territoriale corrisponde l’amputazione di una parte del corpo! E… che parte! Ma per confermare l’alleanza non è sufficiente un’amichevole pacca sulla spalla o una vigorosa stretta di mano, come si usa tra persone perbene? Troppo banale, vero? Chissà perché i riti di sangue di affiliazione e di appartenenza sono tipici delle società malavitose e delle sette sataniche!

 

[12] Quando avrà otto giorni, sarà circonciso tra di voi ogni maschio di generazione in generazione, tanto quello nato in casa come quello comperato con denaro da qualunque straniero che non sia della tua stirpe.

[13] Deve essere circonciso chi è nato in casa e chi viene comperato con denaro; così la mia alleanza sussisterà nella vostra carne come alleanza perenne.

Insomma, ogni qual volta si stipula un accordo, deve scorrere il sangue! Qualcuno, millenni dopo, lo chiamerà sadismo!

 

[14] Il maschio non circonciso, di cui cioè non sarà stata circoncisa la carne del membro, sia eliminato dal suo popolo: ha violato la mia alleanza".

Alla faccia della tolleranza! A proposito, ma la popolazione trasteverina è circoncisa? Se no, viola la santa alleanza!

 

[15] Dio aggiunse ad Abramo: "Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara.

Sara significa principessa e infatti sarà madre di numerosi re con relativo potere!

 

[16] Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei".

Quel “ti darò” conferisce ambiguità all’espressione: quando Dio benedice  sappiamo fin dalla creazione  a cosa si riferisce. Non è più semplice dire: “Tu avrai un figlio anche da lei”?

 

[17] Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: "Ad uno di cento anni può nascere un figlio? E Sara all'età di novanta anni potrà partorire?".

Evviva, finalmente si ride! Fermi, non si esulti! Non è un riso di gioia, è un riso di autocommiserazione. Come per dire:”Ma Jahvè, ti rendi conto di quello che dici? Mi hai guardato bene? Ma ti pare che io a cento anni possa… e hai guardato Sara”?

Del resto Abramo ne ha ben donde a formulare questi pensieri: conosce le condizioni fisiche di Sara ma soprattutto conosce… le proprie!

 

[18] Abramo disse a Dio: "Se almeno Ismaele potesse vivere davanti a te!".

Abramo è talmente incredulo che, da buon negoziatore, cerca di perorare la causa di suo figlio Ismaele, almeno questo esiste veramente!

 

[19] E Dio disse: "No, Sara, tua moglie, ti partorirà un figlio e lo chiamerai Isacco. Io stabilirò la mia alleanza con lui come alleanza perenne, per essere il Dio suo e della sua discendenza dopo di lui.

Dio che sa il fatto suo, non si fa smontare ed estende l’alleanza al prossimo nascituro!

 

[20] Anche riguardo a Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione.

Dio, comunque, per convincere Abramo all’improba impresa e per  tranquillizzarlo (è noto che certe cose non riescono bene se non c’è serenità), sistema anche Ismaele!

 

[21] Ma stabilirò la mia alleanza con Isacco, che Sara ti partorirà a questa data l'anno venturo".

La scelta è chiara e non ammette repliche; siccome ha scelto anche la data del parto, implicitamente invita Abramo a darsi da fare! A meno che…!

 

[22] Dio terminò così di parlare con lui e, salendo in alto, lasciò Abramo.

Perché, si può anche salire in basso?

 

[23] Allora Abramo prese Ismaele suo figlio e tutti i nati nella sua casa e tutti quelli comperati con il suo denaro, tutti i maschi appartenenti al personale della casa di Abramo, e circoncise la carne del loro membro in quello stesso giorno, come Dio gli aveva detto.

Senza battere ciglio, Abramo sevizia tutti i pisellini a portata di mano e di coltello!

 

[24] Ora Abramo aveva novantanove anni, quando si fece circoncidere la carne del membro.

Non è mai troppo tardi! Anche se la prescrizione prevede otto giorni dalla nascita.

 

[25] Ismaele suo figlio aveva tredici anni quando gli fu circoncisa la carne del membro.

[26] In quello stesso giorno furono circoncisi Abramo e Ismaele suo figlio.

[27] E tutti gli uomini della sua casa, i nati in casa e i comperati con denaro dagli stranieri, furono circoncisi con lui.

Alé, festa grande!



posted by Ofidius
in pensieri, dio , satira, umorismo, laicitĂ 

commenti (1)

giovedì, 22 febbraio 2007

title:
time: 11:52

La strana fecondazione
 
GE 16
 
[1] Sarai, moglie di Abram, non gli aveva dato figli. Avendo però una schiava egiziana chiamata Agar,
[2] Sarai disse ad Abram: "Ecco, il Signore mi ha impedito di aver prole; unisciti alla mia schiava: forse da lei potrò avere figli". Abram ascoltò la voce di Sarai.
Ovviamente, Abramo non si tira indietro; alla sua età un extra ringiovanisce!
 
[3] Così, al termine di dieci anni da quando Abram abitava nel paese di Cànaan, Sarai, moglie di Abram, prese Agar l'egiziana, sua schiava e la diede in moglie ad Abram, suo marito.
Insomma per ben dieci anni, Abramo non ha mai toccato la schiava di sua moglie. Ora col suo consenso si può rifare del tempo perduto!
 
[4] Egli si unì ad Agar, che restò incinta. Ma, quando essa si accorse di essere incinta, la sua padrona non contò più nulla per lei.
Infatti, dopo tanto arretrato, il risultato non si fa attendere! E neanche la gelosia e la superbia: l’uomo è suo!
 
[5] Allora Sarai disse ad Abram: "L'offesa a me fatta ricada su di te! Io ti ho dato in braccio la mia schiava, ma da quando si è accorta d'essere incinta, io non conto più niente per lei. Il Signore sia giudice tra me e te!".
Si invoca addirittura il giudizio di Dio per delle corna consensuali!
 
[6] Abram disse a Sarai: "Ecco, la tua schiava è in tuo potere: falle ciò che ti pare". Sarai allora la maltrattò tanto che quella si allontanò.
Abramo, per quieto vivere e consapevole di quanta ricchezza gli ha procurato la bella moglie, restituisce la schiava!
 
[7] La trovò l'angelo del Signore presso una sorgente d'acqua nel deserto, la sorgente sulla strada di Sur,
Chi è questo angelo: uno dei famosi figli di Dio?
 
[8] e le disse: "Agar, schiava di Sarai, da dove vieni e dove vai?". Rispose: "Vado lontano dalla mia padrona Sarai".
[9] Le disse l'angelo del Signore: "Ritorna dalla tua padrona e restale sottomessa".
[10] Le disse ancora l'angelo del Signore: "Moltiplicherò la tua discendenza e non si potrà contarla per la sua moltitudine".
Il dovere di uno schiavo è quello di essere sottomesso al suo padrone ma per ricompensare Agar del servizio reso a Sara e soprattutto… ad Abramo, l’angelo le promette una lunga e gloriosa discendenza!
 
[11] Soggiunse poi l'angelo del Signore: "Ecco, sei incinta: partorirai un figlio e lo chiamerai Ismaele, perché il Signore ha ascoltato la tua afflizione.
[12] Egli sarà come un ònagro; la sua mano sarà contro tutti e la mano di tutti contro di lui e abiterà di fronte a tutti i suoi fratelli".
Il nascituro è presentato come un asino selvatico, un bruto guerriero e un capo-clan! Destino esemplare e di moralità edificante!
 
[13] Agar chiamò il Signore, che le aveva parlato: "Tu sei il Dio della visione", perché diceva: "Qui dunque sono riuscita ancora a vedere, dopo la mia visione?".
Soliloquio sconclusionato e incomprensibile. Cosa avrà voluto dire?
 
[14] Per questo il pozzo si chiamò Pozzo di Lacai-Roi; è appunto quello che si trova tra Kades e Bered.
”Per questo”, cosa? E “appunto”, che? Mah!
 
[15] Agar partorì ad Abram un figlio e Abram chiamò Ismaele il figlio che Agar gli aveva partorito.
[16] Abram aveva ottantasei anni quando Agar gli partorì Ismaele.
Forse il sommo Artefice, nella sua abituale sbadataggine, non si rende conto di aver deciso la prima fecondazione eterologa dell’umanità! Per i posteri ultra Tiberim sono cavoli amari!


posted by Ofidius
in pensieri, satira, umorismo, laicitĂ 

commenti (3)

title:
time: 11:46

L’alleanza
 
GE 15
 
[1] Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: "Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande".
Come era prevedibile, deve esserci un guadagno come premio!
 
[2] Rispose Abram: "Mio Signore Dio, che mi darai? Io me ne vado senza figli e l'erede della mia casa è Eliezer di Damasco".
[3] Soggiunse Abram: "Ecco a me non hai dato discendenza e un mio domestico sarà mio erede".
Abramo intuisce che può contrattare con Dio e manifesta la sua abilità nel trarre profitto dalle situazioni della vita così come ha fatto in precedenza con la moglie e il faraone.
 
[4] Ed ecco gli fu rivolta questa parola dal Signore: "Non costui sarà il tuo erede, ma uno nato da te sarà il tuo erede".
[5] Poi lo condusse fuori e gli disse: "Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle" e soggiunse: "Tale sarà la tua discendenza".
[6] Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia.
Se Abramo crede a Jahvè significa che vi è anche la possibilità di non credergli; ma siccome è furbo capisce che questa volta può fidarsi e addirittura riceve un credito di giustizia dal suo Dio; la trattativa è riuscita!
 
[7] E gli disse: "Io sono il Signore che ti ho fatto uscire da Ur dei Caldei per darti in possesso questo paese".
[8] Rispose: "Signore mio Dio, come potrò sapere che ne avrò il possesso?".
Diffidente, da buon commerciante, Abramo chiede garanzie per la promessa!
 
[9] Gli disse: "Prendimi una giovenca di tre anni, una capra di tre anni, un ariete di tre anni, una tortora e un piccione".
[10] Andò a prendere tutti questi animali, li divise in due e collocò ogni metà di fronte all'altra; non divise però gli uccelli.
[11] Gli uccelli rapaci calavano su quei cadaveri, ma Abram li scacciava.
Di solito i sogni sono oscuri nei loro significati ma lo squartamento della giovenca e della capretta, oltre che sanguinolento, appare come un rituale che sancisce il mantenimento della promessa e dell’alleanza!
 
[12] Mentre il sole stava per tramontare, un torpore cadde su Abram, ed ecco un oscuro terrore lo assalì.
Per forza, dopo tutta quella macelleria!
 
[13] Allora il Signore disse ad Abram: "Sappi che i tuoi discendenti saranno forestieri in un paese non loro; saranno fatti schiavi e saranno oppressi per quattrocento anni.
[14] Ma la nazione che essi avranno servito, la giudicherò io: dopo, essi usciranno con grandi ricchezze.
L’argomento ricchezze è sempre efficace con Abramo; non contano quattrocento anni di oppressione, dolore, discriminazioni, schiavitù, miseria. Il Dio denaro prevale su tutto!
 
[15] Quanto a te, andrai in pace presso i tuoi padri; sarai sepolto dopo una vecchiaia felice.
[16] Alla quarta generazione torneranno qui, perché l'iniquità degli Amorrèi non ha ancora raggiunto il colmo".
[17] Quando, tramontato il sole, si era fatto buio fitto, ecco un forno fumante e una fiaccola ardente passarono in mezzo agli animali divisi.
[18] In quel giorno il Signore concluse questa alleanza con Abram: "Alla tua discendenza io do questo paese dal fiume d'Egitto al grande fiume, il fiume Eufràte;
[19] il paese dove abitano i Keniti, i Kenizziti, i Kadmoniti,
[20] gli Hittiti, i Perizziti, i Refaim,
[21] gli Amorrèi, i Cananei, i Gergesei, gli Evei e i Gebusei".
Come al solito, la promessa non sarà mai mantenuta! Ma poi, perché un Dio dovrebbe allearsi con un mortale? E perché il segno dell’alleanza assume questi e altri connotati così truci?


posted by Ofidius
in

commenti

sabato, 17 febbraio 2007

title:
time: 11:10

Il patriarca Abramo
 
GE 12
 
[1] Il Signore disse ad Abram: "Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò.
[2] Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione.
[3] Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra".
[4] Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran.
[5] Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Cànaan. Arrivarono al paese di Cànaan
[6] e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei.
[7] Il Signore apparve ad Abram e gli disse: "Alla tua discendenza io darò questo paese". Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso.
Questa discendenza deve durare parecchi millenni se si considera che ancora oggi vi è una guerra in corso tra israeliani e palestinesi per decidere a chi appartiene questa terra!
 
[8] Di là passò sulle montagne a oriente di Betel e piantò la tenda, avendo Betel ad occidente e Ai ad oriente. Lì costruì un altare al Signore e invocò il nome del Signore.
[9] Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb.
[10] Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese.
[11] Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: "Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente.
[12] Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita.
[13] Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te".
Se le cose stanno così, perché Abramo va in Egitto? Nessuno glielo ha ordinato!
Il patriarca Abramo si presenta in tutta la sua grandezza. Gli egiziani hanno l’abitudine di uccidere i mariti di belle mogli? Non risulta e se comunque fosse vero le conclusioni alle quali si dovrebbe giungere sono poco edificanti per un patriarca: Abramo è un vigliacco, è un mentitore, è uno sfruttatore e le mogli degli egiziani sono tutte racchie!
 
[14] Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente.
[15] La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone.
[16] Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli.
Come in “proposta indecente”, Abramo riceve molte ricchezze per l’affitto di sua moglie!
 
[17] Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi piaghe, per il fatto di Sarai, moglie di Abram.
Finalmente una botta d’orgoglio di Jahvè che, perfino lui, decide di intervenire! Ma che fa? Invece di punire il magnaccia suo protetto, punisce il godereccio, generoso e ignaro faraone!
 
[18] Allora il faraone convocò Abram e gli disse: "Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie?
[19] Perché hai detto: È mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!".
[20] Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi.
Il mitico Abramo, incassata la vantaggiosa operazione commerciale, senza neanche scusarsi viene accompagnato alla frontiera come ospite indesiderato o come immigrato clandestino!


posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, satira, umorismo, scherzi, genesi, diavolo, laicitĂ 

commenti (10)

giovedì, 08 febbraio 2007

title:
time: 10:39

La torre di Babele
 
GE 11
 
[1] Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
Come una sola lingua, se proprio in GE 10 è detto più volte che i vari gruppi umani parlano “secondo le loro lingue”?
 
[2] Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
[3] Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
[4] Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra".
Una città e un grattacielo. Comincia il processo di urbanizzazione! Si lascia la campagna e si cercano gli agi e i servizi cittadini. Mica scemi questi buzzurri!
 
[5] Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
[6] Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
[7] Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro".
[8] Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
A prescindere dal fatto che non sono più un solo popolo e sono ormai poliglotti, quale valida ragione per impedire il progetto? Una sola: il capriccio o l’invidia allo stato puro! Perché impedire la cooperazione, l’organizzazione, l’integrazione, la fratellanza tra popoli diversi? Gli uomini hanno capito ben prima del loro ottuso padrone come evitare il fanatismo razziale e nazionalistico!
 
[9] Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Bravo Jahvè, proprio ben fatto! E’ difficile immaginare un più accorto dosaggio di meschinità, bassezza, crudeltà e vendetta!
 
[10] Questa è la discendenza di Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsàd, due anni dopo il diluvio;
[11] Sem, dopo aver generato Arpacsàd, visse cinquecento anni e generò figli e figlie.
[12] Arpacsàd aveva trentacinque anni quando generò Selach;
[13] Arpacsàd, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.
[14] Selach aveva trent'anni quando generò Eber;
[15] Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotré anni e generò figli e figlie.
[16] Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg;
[17] Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.
[18] Peleg aveva trent'anni quando generò Reu;
[19] Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie.
[20] Reu aveva trentadue anni quando generò Serug;
[21] Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie.
[22] Serug aveva trent'anni quando generò Nacor;
[23] Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie.
[24] Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach;
[25] Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.
[26] Terach aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran.
[27] Questa è la posterità di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot.
[28] Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei.
[29] Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca.
Mancano Cip e Ciop!
 
[30] Sarai era sterile e non aveva figli.
Con calma, a tutto c’è rimedio!
 
[31] Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Cànaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.
[32] L'età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran.
La tribù familiare si mette dunque in marcia per andare a Cànaan, alias Palestina. Chi si ricorda che Cànaan è il nipote ingiustamente maledetto da Noè per via dell’ubriachezza e che si è stabilito in quel territorio dandogli il proprio nome?
Ebbene, forse Jahvè, vergognandosi di aver avallato tale scelleratezza, decide di fare di quella contrada la famosa Terra Promessa!


posted by Ofidius
in

commenti (2)

martedì, 06 febbraio 2007

title:
time: 10:14

 

L’alleanza
 
GE 9
 
[1] Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra.
Questo del sesso è un chiodo fisso a quanto pare. Tipico dei moralisti e degli impotenti!
 
[2] Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere.
[3] Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe. 
[4] Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue.
Il menù è servito!
 
[5] Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo all'uomo, a ognuno di suo fratello.
[6] Chi sparge il sangue dell'uomo dall'uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l'uomo.
Sublime proposito, in effetti è una vera e propria licenza di uccidere e di vendetta. Eccelso principio di sanguinaria moralità! Del resto, affinché non ci siano dubbi, il buon Dio ricorda all’uomo che è fatto a sua immagine! Senza dubbio!
 
[7] E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate numerosi sulla terra e dominatela".
Ancora!
 
[8] Dio disse a Noè e ai sui figli con lui:
[9] "Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi;
[10] con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall'arca.
[11] Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra".
Anche questa promessa sarà disattesa: di diluvi e tsunami, purtroppo, ce ne sono ancora!
 
[12] Dio disse: "Questo è il segno dell'alleanza, che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne.
[13] Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell'alleanza tra me e la terra.
[14] Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l'arco sulle nubi
[15] ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne e noi ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne.
[16] L'arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l'alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra".
Dio sa di essere un incallito smemorato e quindi per ricordarsi dell’alleanza con l’uomo guarda l’arco sulle nubi. Ma chi garantisce che si ricorderà di ricordare di guardare in su, pardon, in giù?
 
[17] Disse Dio a Noè: "Questo è il segno dell'alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra".
[18] I figli di Noè che uscirono dall'arca furono Sem, Cam e Iafet; Cam è il padre di Cànaan.
[19] Questi tre sono i figli di Noè e da questi fu popolata tutta la terra.
Ma quante volte dice la stessa cosa? Ah, già, per non dimenticarlo!
 
[20] Ora Noè, coltivatore della terra, cominciò a piantare una vigna.
[21] Avendo bevuto il vino, si ubriacò e giacque scoperto all'interno della sua tenda.
E meno male che Noè è solito camminare con Jahvé! Non male come esempio di virtù!
 
[22] Cam, padre di Cànaan, vide il padre scoperto e raccontò la cosa ai due fratelli che stavano fuori.
[23] Allora Sem e Iafet presero il mantello, se lo misero tutti e due sulle spalle e, camminando a ritroso, coprirono il padre scoperto; avendo rivolto la faccia indietro, non videro il padre scoperto.
[24] Quando Noè si fu risvegliato dall'ebbrezza, seppe quanto gli aveva fatto il figlio minore;
[25] allora disse: "Sia maledetto Cànaan! Schiavo degli schiavi sarà per i suoi fratelli!".
[26] Disse poi: "Benedetto il Signore, Dio di Sem, Cànaan sia suo schiavo!
[27] Dio dilati Iafet e questi dimori nelle tende di Sem, Cànaan sia suo schiavo!".
In sintesi: il virtuoso Noè alza il gomito, giace sconvenientemente scoperto e chi viene punito addirittura con la schiavitù? Uno che non c’entra un cazzo! Il figlio di chi casualmente ha visto il padre ubriaco e nudo! Esemplare giustizia biblica!
E finalmente sappiamo di chi è la colpa dell’origine della schiavitù: di una buona bottiglia di vino!
 
[28] Noè visse, dopo il diluvio, trecentocinquanta anni.
[29] L'intera vita di Noè fu di novecentocinquanta anni, poi morì.
Finalmente! Resta il fatto che ha sforato abbondantemente i centoventi anni di vita decisi dal Signore!



posted by Ofidius
in

commenti (1)

sabato, 03 febbraio 2007

title:
time: 17:05

Il pentimento
 
GE 8
 
[1] Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell'arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono.
Dio, che nel frattempo non aveva nulla da fare, all’improvviso, battendosi la mano sulla fronte pensa:” Oh Dio, cioè oh Me! ho dimenticato quel povero Cristo (no, non è stato ancora creato) di Noè in balia delle onde”!
 
[2] Le fonti dell'abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo;
Freneticamente si cerca di rimediare alla dimenticanza e si chiudono i rubinetti pluviali!
 
[3] le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni.
[4] Nel settimo mese, il diciasette del mese, l'arca si posò sui monti dell'Araràt.
[5] Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti.
[6] Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell'arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate.
[7] Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra.
[8] Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo;
[9] ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell'arca, perché c'era ancora l'acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell'arca.
[10] Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall'arca
[11] e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra.
[12] Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.
[13] L'anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell'arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta.
[14] Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta.
Il conteggio totale della durata di tutto il diluvio è di undici mesi e venti giorni e non centonovanta giorni come affermato in precedenza! Quasi il doppio!
 
[15] Dio ordinò a Noè:
[16] "Esci dall'arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te.
[17] Tutti gli animali d'ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa".
[18] Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli.
[19] Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, uscirono dall'arca.
[20] Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull'altare.
Poveri animali mondi! Credevano di essersi salvati! E invece cadono dalla padella alla brace, nel vero senso della parola!
 
[21] Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: "Non maledirò più il suolo a causa dell'uomo, perché l'istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.
Forse inebriato dal buon odore, Dio si pente di essersi pentito! E ammette tutta la sua impotenza: si rassegna al fatto che l’uomo è cattivo fin dall’adolescenza! E perché non fin dall’infanzia? Ciò che comunque gli sfugge è che l’uomo è semplicemente come lui l’ha creato! E che nel momento fatidico lo definì, solo lui, “molto buono”!
Insomma, in barba ad una sola verità, siamo in pieno relativismo!
 
 [22] Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo,estate e inverno, giorno e notte non cesseranno”.
Almeno questo l’ha azzeccato, fino ad ora!


posted by Ofidius
in

commenti (4)

giovedì, 01 febbraio 2007

title:
time: 17:10

 IL diluvio

 
GE 7
 
[1] Il Signore disse a Noè: "Entra nell'arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione.
Come al solito, ora inizia la seconda versione del divino racconto.
 
[2] D'ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina.
Dunque, cerchiamo di capire! Di animali esenti da peccato, Noè ne deve prendere sette coppie, di quelli immondi una. Ma a prescindere dalla decisione di annientare anche gli animali, non è più semplice e più logico salvare quelli buoni e sterminare quelli cattivi? Si vede che il buon senso non è proprio (non lo è mai stato) un attributo divino!
 
[3] Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra.
Cari uccelli, sebbene “benedetti”, tocca anche a voi!
 
[4] Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto".
Quel transatlantico di arca deve essere dunque costruito in solo sette giorni. Nemmeno i Grandi Cantieri Navali di Genova saprebbero fare di meglio!
 
[5] Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.
Ci mancherebbe altro!
 
[6] Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra.
[7] Noè entrò nell'arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio.
[8] Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo
[9] entrarono a due a due con Noè nell'arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.
[10] Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra;
[11] nell'anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono.
[12] Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti.
[13] In quello stesso giorno entrò nell'arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli:
[14] essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati.
[15] Vennero dunque a Noè nell'arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita.
Ovviamente scherzavano tra di loro, si scambiavano pacche sulle spalle, si congratulavano reciprocamente, ben contenti di salvare la pellaccia! A proposito, come ha fatto Noè a scegliere le coppie tra milioni di esemplari? Boh! Per i prescelti è comunque un bel culo!
 
[16] Quelli che venivano, maschio e femmina d'ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui.
Dio, con somma umiltà, si improvvisa compito maggiordomo!
 
[17] Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l'arca che si innalzò sulla terra.
[18] Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l'arca galleggiava sulle acque.
[19] Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo.
[20] Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.
[21] Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini.
[22] Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì.
[23] Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell'arca.
E i pesci?
 
[24] Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni.

Centocinquanta giorni più quaranta di diluvio. Sembra che i conti tornino, macché! Dio è smemorato, come ben si vedrà tra poco!

 



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, genesi, diavolo, laicitĂ 

commenti (4)

martedì, 30 gennaio 2007

title:
time: 10:55

L’arca
 
GE 6
 
[1] Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie,
[2] i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero.
Dio, come una qualunque divinità dell’Olimpo, si accoppia con le belle ragazze di questo mondo, dando origine ai “ figli di Dio”, cioè i famosi eroi e semidei! E questi continuarono la prolifica tradizione paterna! Forse per questo siamo tutti “figli di Dio”!
 
[3] Allora il Signore disse: “Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni”.
Certo deve essere stato un colpo, oltre che un arbitrio, per l’uomo, abituato a vivere in media 800/900 anni, vedersi decurtare così drasticamente la vita! Tuttavia, ancora oggi, il buon Dio non è riuscito a realizzare il suo proposito, la media attuale è ancora lontana da tale obiettivo!
 
[4] C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.
Gli eroi, i semidei e i giganti, appunto!
 
[5] Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male.
Dio, con acume davvero divino, si accorge della malvagità dell’uomo. Ma come? Non è lui che l’ha creato? Non l’ha fatto a sua immagine e somiglianza? Dopo il fattaccio, non ha detto:” Ecco, ora l’uomo è come uno di noi”? Non ha previsto questo male? Nella sua onnipotenza, non poteva evitarlo? Quindi di che si lamenta? Non si accorge che la ragione di ciò è dovuta al pasticcio iniziale che Lui stesso ha combinato con somma imperizia e negligenza?
 
[6] E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.
Comunque, in un raptus di umanità, ammette l’errore e si pente. Proprio come uno di noi!
 
[7] Il Signore disse: “Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti”.
Con feroce determinazione decide il primo genocidio della storia. Ma che c’entrano gli incolpevoli animali? Il pio bove, il mansueto agnello, la tenera colomba, sacrificati per nulla!
 
[8] Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.
[9] Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio.
Se Noè camminava con Dio, l’inizio non è promettente!
 
[10] Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet.
[11] Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza.
[12] Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.
[13] Allora Dio disse a Noè: “È venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra.
Anche la terra farà le spese di questa ingiusta e cervellotica furia sterminatrice!
 
[14] Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori.
[15] Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.
[16] Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.
Mirabile progetto di carpenteria e di ingegneria navale!
 
[17] Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà.
Proprio come raccontano le leggende di Gilgamesh in Babilonia di qualche millennio più antiche!
 
 [18] Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli.
[19] Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina.
In questa versione, una coppia di ogni specie di animali sale sull’arca. Però non si capisce perché si dovrebbero salvare: Dio ha appena deciso di sterminare ogni forma di vita, escluso Noè e famiglia!
 
[20] Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due d’ognuna verranno con te, per essere conservati in vita.
Solo i pesci si salvano dall’annegamento generale, non perché sono buoni ma perché sanno nuotare. Nemmeno Dio riesce a immaginare per loro una morte diversa!
 
[21] Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro”.
Che genere di cibo? E’ presumibile che per le coppie di carnivori ci fosse un congruo numero di gazzelle, leprotti, insetti piccoli per quelli grandi, ecc. Un casino! Come poteva l’arca, seppure di notevoli dimensioni, contenere tutto questo ben di Dio?
 
[22] Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece.
Amen!


posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, genesi, diavolo, laicitĂ 

commenti (6)

lunedì, 29 gennaio 2007

title:
time: 17:15

 Libro-blog

Scusate il ritardo! Tutto questo tempo l'ho impiegato a pubblicare in formato cartaceo tutti i 50 capitoli di "Scherzi biblici"!

L'elegante volume si presenta così:

Formato: 20 x 15;

Pagg.: 200;

Copertina in cartoncino plastificato;

ISBN: 88-89021-12-8

Contributo per le spese di stampa: € 12,00 + € 2 per spese di spedizione.

Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per le modalità di spedizione e ricevere il volume.

 

 

 



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, diavolo, laicitĂ 

commenti (1)

martedì, 10 ottobre 2006

title:
time: 16:31

Il fratricidio

 

 

GE 4

 

[1] Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: "Ho acquistato un uomo dal Signore".

Per la prima volta il nome di Jahvé viene pronunciato da un essere umano. Che significa l’espressione “ho acquistato…”, forse che Caino è figlio naturale di Dio? La mitologia greco-romana è piena di figli nati dall’accoppiamento di un Dio con una mortale!

[2] Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

Caino è un acquisto dal Signore, Abele no! L’unica verità fin qui enunciata: i figli non sono tutti uguali agli occhi dei genitori!

 

[3] Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore;

[4] anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta,

[5] ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.

Anche Dio fa discriminazioni ed è ingiusto: perché uno lo gradisce e l’altro no? A caval donato non si guarda in bocca! E’ comprensibile preferire un saporito capretto ad una zucchina, ma quel che conta è il pensiero, no?

 

[6] Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato e perché è abbattuto il tuo volto?

Che fa, sfotte? Ci vuole una zingara per indovinare la ragione dell’incazzatura di Caino?

 

[7] Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dominalo”.

[8] Caino disse al fratello Abele: “Andiamo in campagna!”. Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise.

Ci scappa il primo morto dell’umanità e nel movente dell’omicidio è implicato Dio in persona! Purtroppo sarà il primo di una lunga serie!

 

[9] Allora il Signore disse a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello?”. Egli rispose: “Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?”.

[10] Riprese: “Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo!

Che raffinato, infallibile e perspicace investigatore! Erano solo due e ne è rimasto uno solo. Per risolvere il caso si forse è rivolto a “Chi l’ha visto”?

 

[11] Ora sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue di tuo fratello.

[12] Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra”.

Siamo alla seconda generazione e l’umanità si becca la seconda maledizione!

 

[13] Disse Caino al Signore: “Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono?

[14] Ecco, tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi potrà uccidere”.

L’assassino fratricida cerca di patteggiare la pena, ma poi chi potrebbe ucciderlo? Oltre ad Adamo ed Eva, è solo su questa terra!

 

[15] Ma il Signore gli disse: “Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte!”. Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque l’avesse incontrato.

Dio comunque concede il salvacondotto: non si può mai sapere!

 

[16] Caino si allontanò dal Signore e abitò nel paese di Nod, ad oriente di Eden.

[17] Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio.

Da dove salta fuori questa moglie? Vuoi vedere che i primi uomini sono davvero ermafroditi?

Non è un po’ esagerato costruire una città per tre persone o anche per dieci?

 

[18] A Enoch nacque Irad; Irad generò Mecuiaèl e Mecuiaèl generò Metusaèl e Metusaèl generò Lamech.

[19] Lamech si prese due mogli: una chiamata Ada e l’altra chiamata Zilla.

[20] Ada partorì Iabal: egli fu il padre di quanti abitano sotto le tende presso il bestiame.

In genere è il bestiame che risiede presso le tende!

 

 [21] Il fratello di questi si chiamava Iubal: egli fu il padre di tutti i suonatori di cetra e di flauto.

[22] Zilla a sua volta partorì Tubalkàin, il fabbro, padre di quanti lavorano il rame e il ferro. La sorella di Tubalkàin fu Naama.

Il corpo sociale si specializza nei mestieri e nella conoscenza!

 

[23] Lamech disse alle mogli:

Dio non dice niente della bigamia e della poligamia? Ne parlano solo i posteri?

 

Ada e Zilla, ascoltate la mia voce; mogli di Lamech, porgete l’orecchio al mio dire: Ho ucciso un uomo per una mia scalfittura e un ragazzo per un mio livido.

[24] Sette volte sarà vendicato Caino ma Lamech settantasette”.

Il nipote di un assassino confessa di aver ucciso due persone per futili motivi e pretende un’immunità dieci volte superiore a quella ottenuta da Caino! Almeno questi ha l’attenuante della provocazione!

 

[25] Adamo si unì di nuovo alla moglie, che partorì un figlio e lo chiamò Set. “Perché – disse – Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele, poiché Caino l’ha ucciso”.

[26] Anche a Set nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore.

Mentre accadeva tutto ciò, Adamo ed Eva si davano da fare, col risultato di dare origine ad una nuova genia. Il nome del Signore è già stato invocato da Eva; ma tant’è; l’amnesia sembra la malattia più frequente di quel tempo!



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, laicitĂ 

commenti (3)

sabato, 07 ottobre 2006

title: La disubbidienza
time: 10:00

La disubbidienza

 

GE3

 

[1] Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".

Il serpente come tutti gli animali, non è “cosa buona”? E chi gli ha fatto dono dell’astuzia?

 

[2] Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,

[3] ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete".

[4] Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto!

[5] Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male".

A parte il dialogo sgangherato, è tipico delle favole dare la parola agli animali! Comunque è proprio dal “male” (il serpente) che si scopre la ragione del divieto: la conoscenza rende uguale a Dio! Che bello, un primus inter pares! Invece no! L’uomo deve restare un bruto e rozzo ignorante! Si ricorda a questo punto che la donna ancora non esisteva quando Dio raccomandò ad Adamo di non mangiare quel frutto e né era stata avvertita dopo. Quindi è del tutto ignara del divieto; Adamo che è presente al dialogo, vigliaccamente tace!

 

[6] Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.

Solo uno stupido rifiuterebbe un frutto magico “buono”, “gradevole” e soprattutto in grado di fornire saggezza! No, peggio di essersi fatta una pera! Ancora non si è capito che Jahvé con la sua immensa bontà (o gelosia) vuole evitare proprio questa sciagura? Timore infondato: di cretini è pieno il mondo!

 

[7] Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

[8] Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino.

[9] Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?".

[10] Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto".

[11] Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?".

[12] Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato".

[13] Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato".

Trialogo esilarante! Dio che è onnisciente, fa lo gnorri; Adamo, ormai dialettico e irresponsabile, scarica la colpa sulla moglie ma ancora più perfidamente sottolinea che Dio stesso gliela ha posta accanto! La donna a sua volta incolpa il serpente! In effetti, solo quest’ultimo giganteggia in questo “scarica barile”!

Trascurando quel fifone di Adamo e quella curiosona di Eva, dai fatti narrati emerge che Dio, la Verità, mente spudoratamente affermando (GE 2, 17) che i due sarebbero morti qualora avessero mangiato il frutto. Al contrario, il serpente, il Diavolo, la Falsità afferma due verità sostenendo da un lato che non sarebbero morti, dall’altro che avrebbero conosciuto il Bene e il Male. D'altronde, lo stesso Dio conferma quanto detto dal serpente in GE 3, 22! Insomma, chi è il vero Dio? Colui che mente o colui che dice il vero? A chi bisogna credere: alla Verità che si rivela falsa o al Falso che si rivela vero? Sembra quasi il paradosso del Mentitore di Epimenide di Creta!

Alla fine, la punizione di Dio assume tutto l’aspetto di una rancorosa vendetta per essere stato colto con le mani nel sacco della menzogna!

Il Diavolo, invece, come Prometeo, cerca di fornire la conoscenza all’uomo e come questi viene punito. L’uomo dovrebbe essergli grato in eterno per averlo salvato dall’ignoranza!

 

[14] Allora il Signore Dio disse al serpente: "Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita.

Quindi, un poco è maledetto anche tutto il bestiame! Dio comunque ufficializza la maledizione condannando bislaccamente il serpente a essere conforme alla sua natura; infatti lo aveva creato già strisciante nel sesto giorno(GE 1 [24])!

 

[15] Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno".

Perché, con l’uomo c’è amicizia? E che dire dell’inimicizia tra la donna e l’incolpevole topolino?

Tuttavia la vera inimicizia sembra essere quella tra Dio e il serpente. E’ una lotta intestina tra divinità per la supremazia di un solo e vero Dio; è il tormentato passaggio dal politeismo al monoteismo. Nelle ben più antiche religioni egiziane e cinesi, saccheggiate a piene mani da Jahvé, il serpente infatti è sacro! In India c’è il dio serpente Ananta che simboleggia l’eternità. Latona, la dea greco-romana è l’identificazione di Buto, divinità matriarcale egiziana a forma di serpente. L’ofiolatria (ofis, serpente, in greco) è appunto il culto del dio serpente. Perché il simbolo dei medici e dei farmacisti è il serpente? Che coincidenza con l’albero della vita presente sul luogo del misfatto!

 

[16] Alla donna disse: "Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà".

Le donne partoriscono come tutti i mammiferi e fanno largo uso dell’anestesia (potenza della conoscenza)! Comunque il costo per lo sgarro è elevatissimo, sanguinario; ma Dio con la consueta e immensa bontà  lo fa pagare “con comode rate mensili”! In quanto ai rapporti uomo-donna, essa sarà eroticamente attratta ma sarà sottomessa al dis-tratto marito!

 

[17] All'uomo disse: "Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita.

[18] Spine e cardi produrrà per te e mangerai l'erba campestre.

[19] Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finchè tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: polvere tu sei e in polvere tornerai!".

Attenti, mariti, a non dare ascolto alla voce delle vostre mogli! Oltre a qualche legittima e giustificata reazione, potreste provocare una crisi dell’agricoltura con conseguente ricorso alla Comunità Europea per ottenere i previsti risarcimenti!

 

[20] L'uomo chiamò la moglie Eva, perché essa fu la madre di tutti i viventi.

Finalmente, chissà perché solo dopo il fattaccio, la donna ha un nome! Nell’antica lingua fenicia, Eva significa “colei che genera”: insomma un Adamo in gonnella e come questi di origine extra comunitaria!

 

[21] Il Signore Dio fece all'uomo e alla donna tuniche di pelli e le vestì.

Dopo aver fatto l’elettricista, l’idraulico, il giardiniere, l’impastatore, il chirurgo, ora Dio fa anche il sarto, pardon, lo stilista couturier!

 

[22] Il Signore Dio disse allora: "Ecco l'uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell'albero della vita, ne mangi e viva sempre!".

[23] Il Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da dove era stato tratto.

Ancora il “pluralis maiestatis” o più semplicemente Jahvé si rivolge ad una assemblea di dei quando pronuncia “…come uno di noi”? Per evitare, poi, che l’uomo conquisti anche l’eternità, lo allontana dall’albero della vita. Col divieto prima, con la cacciata dopo, l’uomo è comunque predestinato da sempre alla morte! Qual è dunque la punizione? Nessuna, anzi! Era contadino nell’Eden e tale è restato, doveva morire e muore, solo che ora possiede la conoscenza che prima non aveva!

 

[24] Scacciò l'uomo e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via all'albero della vita.

Perbacco, e questi cherubini da dove sbucano? Mica hanno avuto il privilegio di essere stati creati! Vuoi vedere che fanno parte dell’assemblea delle divinità? Anche Giove ogni tanto, nei momenti difficili, convocava democraticamente l’assemblea! Da notare che kerub in egiziano significava “bue” e guarda caso esisteva il dio Api, alias Osiride, un bue appunto! Mosé, con le Tavole delle leggi sottobraccio non trova il suo popolo in adorazione del vitello d’oro, fatto costruire addirittura da suo fratello Aronne? Insomma, ora l’importante divinità cornuta è ridotta al rango di sentinella!

 

A questo punto si possono fare alcune considerazioni:

           Ciò che fino ad ora appare cervellotico e sconclusionato riflette semplicemente il livello e la struttura delle conoscenze degli uomini di quella regione del mondo;

           La Bibbia è dunque un’opera storicamente e sincreticamente umana;

           Dio appare già iracondo, punitivo, vendicativo e ingiusto. Ma questo è ancora niente rispetto a ciò che farà in seguito!

           Appare un Eden con confini terrestri; ma neanche l’ombra di un Paradiso, di un Inferno, di un Purgatorio. Dio è ingenerato; Adamo ed Eva sono stati creati; la creazione non comprende Angeli o esseri simili!

           Non vi è traccia del famigerato “peccato originale” che tanti patimenti arreca all’umanità! Adamo ed Eva sono puniti individualmente e tale punizione non si estende a tutta la loro discendenza! Il credente Voltaire ha buon gioco a ironizzare:” S. Agostino accreditò per primo questa bizzarra idea, degna della testa calda e romanzesca di un africano dissoluto e pentito, manicheo e cristiano, indulgente e persecutore, che passò la vita a contraddire se stesso”.

           Malgrado le apparenze, il politeismo sussiste ancora sotto varie forme.

Che dire del nostro Paradiso super affollato? Dio, Gesù,  che siede alla sua destra, lo Spirito Santo, a sinistra, la Madonna, gli Angeli e tutte le loro sotto categorie, poi i Santi, i Beati, ecc.. Forse effettivamente sorseggiano in beatitudine… un famoso e pubblicizzato caffè!



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, genesi, diavolo, laicitĂ 

commenti (2)

giovedì, 05 ottobre 2006

title: La seconda creazione
time: 11:12

La seconda creazione
 
GE 2
 
[1] Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere.
[2] Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro.
Perbacco! Ora si scopre che Dio, come un qualsiasi indefesso lavoratore, fa anche lo straordinario nella mattinata del settimo giorno! Poi finalmente si gode l’immeritato riposo! Con l’auspicio che ci rimanga! Macché! Si rimette al lavoro!
 
[3] Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto.
[4a]Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.
[4b]Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo,
[5] nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo
[6] e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo.
Quasi per non smarrirsi in ciò che ha combinato, ha bisogno di farne il riassunto!
 
[7] allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.
Appare ora per la prima volta il nome proprio Jahvé (mal tradotto con Signore che è nome comune) insieme al generico Dio (anche Giove, Apollo, Artemide, ecc. lo erano; ma vuoi mettere?)
Cosa fa questo Jahvé? Ricrea l’uomo! Dio aveva detto “facciamo” e, oplà, l’uomo fu pronto! Jahvé, invece, senza perdersi in inutili chiacchiere, plasma, modella, si sporca le mani con la terra per creare il capolavoro e utilizza le tecniche di respirazione artificiale per animare l’esanime!
 
[8] Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato.
[9] Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.
Ma l’erboristeria non è stata già creata nel terzo giorno ben prima dell’uomo? O anche per questa è tutto da rifare? E’ ben difficile immaginare, comunque, un albero della vita e uno della conoscenza tra banani, meli, peri e fichi! Come direbbe qualcuno: “che c’azzecca”?
 
[10] Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi.
[11] Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'oro
[12] e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice.
[13] Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia.
[14] Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufràte.
[15] Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.
Secondo Voltaire, dalle indicazioni fornite, l’Eden copriva una estensione corrispondente a un terzo dell’Asia e dell’Africa. In genere è bello e gradevole coltivare il proprio giardino, ma un solo uomo è capace di occuparsi di una simile superficie e per di più senza trattore? Altro che vita beata e spensierata! Sembra che l’uomo sia già stato condannato ad una vita bestiale!
 
[16] Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino,
[17] ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti".
Dio ha creato l’uomo a sua “immagine”, perché ora vuole limitarlo? Non è dunque un bene che l’uomo sappia distinguere il bene dal male? Anche la minaccia è incongruente: si parla dell’albero della conoscenza e non di quello della vita, pur presente nell’orticello! Comunque sia, malgrado la minaccia, dopo il fattaccio l’uomo visse per altri novecentotrenta anni! Quasi tutti gli uomini vorrebbero essere maledetti!
 
[18] Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile".
Poiché la prima creazione è azzerata in quanto cervellotica, ora finalmente ci si aspetta una vera donna che sia compagna (l’uomo è solo!), dia una mano (c’è da coltivare buona parte dell’Asia e dell’Africa!) e soprattutto sia simile all’uomo. Insomma una brava e tosta contadinotta, in buona salute e… ben disposta ad accogliere la famosa “benedizione”! Macché, per il momento è solo una pia illusione!
 
[19] Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome.
Al posto dell’agognata donna, Dio ricrea le bestie… e che bestie! Nelle divine intenzioni devono essere simili all’uomo! Aggettivo ingannatore! A proposito, per la proprietà transitiva esse somigliano a Dio e viceversa! Una vera “bestialità”!
 
[20] Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.
L’ignorante e analfabeta Adamo deve inventarsi milioni di nomi per gli animali. A mano a mano che gli sfilano davanti strisciando, saltellando, correndo, nuotando, volando: “tu ti chiami cane, tu gatto, tu coccodrillo, tu elefante, tu zanzara, ecc.”! Una faticaccia improvvisarsi zoologo seduta stante!
Nel testo originale (?) per la prima volta l’uomo è chiamato Adamo, si vede che era necessario dare un nome a tutte le bestie! E’ utile ricordare che ben prima di Jahvé, nei braminici testi sacri dei Veda il primo uomo si chiama Adimo che nell’antica lingua indiana significa sia “figlio della terra” sia “colui che genera”. Che coincidenza!
Nomenclatura a parte, Adamo, più perspicace di Dio, non apprezza la similitudine; si accorge che il coccodrillo, l’ippopotamo, il riccio, la cimice che per di più puzza pure, non gli somigliano per niente; forse, vagamente, solo un po’ lo scimpanzé. Se ne lamenta con il suo datore di lavoro; ma siccome non conosce ancora il piacere della carne e chi può procurarlo, non sa cosa chiedere o per pudore non osa!
 
[21] Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.
Dio che è onnipotente, onnisciente, ecc., ovviamente fa anche l’anestesista e il chirurgo! Del resto, di che stupirsi? Anche Minerva è nata dalla testa, spaccata a martellate, di Giove!
 
[22] Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo.
Questa è la volta buona! Finalmente una donna! E che donna! E’ l’unico essere vivente a non essere stata creata col fango…; vi cadrà ben presto col fattaccio!
 
[23] Allora l'uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. perché dall'uomo è stata tolta".
[24] Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne.
[25] Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.
La donna, peggio delle bestie, ancora non ha un nome! Adamo e la donna, senza formalità, sono già coniugi alla faccia della sacralità del matrimonio: è una unione di fatto sotto lo sguardo indulgente di Dio! Chissà come rosica qualche Presidente di turno! E perché mai mettere le mani avanti circa la vergogna?
 


posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, genesi, diavolo, laicitĂ 

commenti

mercoledì, 04 ottobre 2006

title:
time: 17:13

La prima creazione

 

Genesi

 

GE 1

 

[1] In principio Dio creò il cielo e la terra.

Fichissimo! Un principio veramente bello e grandioso! Grandioso come il pasticcio combinato! Infatti, nel testo originale, il soggetto è Elohim, plurale di Eloah e significa “gli dei”. Passare dal politeismo al monoteismo non è semplice: a volte, confonde anche la lingua e il Verbo. Comunque, ormai abbiamo tutto: il cielo e la terra. Nei giorni successivi, invece, gli accessori: la luce, il firmamento, i vegetali, gli astri, i pesci e gli uccelli, gli animali e l’uomo. A parte l’ordine cervellotico, vi è dunque un giorno zero, altrimenti i conti non tornano!

 

[2] Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque.

Quindi, come prima cosa, Dio ha creato un casino! Cioè il vecchio e caro Caos delle ben più antiche religioni.

 

[3] Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu.

Il Sommo elettricista, per vederci chiaro su quello che si accinge a fare, con la parola crea la luce.

 

[4] Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre.

Finalmente illuminato, Dio, come un qualsiasi, bravo e compiaciuto artigiano, constata la bontà di ciò che ha fatto. Ma da onnisciente, non avrebbe dovuto saperlo già prima che la luce è cosa buona? Sembra quasi che operasse “al buio”, senza un risultato predefinito!

 

[5] e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno.

Quindi, il primo giorno si conta a partire dalla creazione del giorno e della notte e non dal Caos originario!

 

[6] Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque".

[7] Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che sono sopra il firmamento. E così avvenne.

[8] Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno.

 [9] Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne.

[10] Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona.

Dio, da gran pasticcione, con la luce si accorge di ciò che ha combinato e decide di fare ordine in questo secondo giorno. Infatti, il cielo, le acque e la terra erano già stati creati nel giorno zero!

 

[11] E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E così avvenne:

[12] la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona.

[13] E fu sera e fu mattina: terzo giorno.

Il terzo giorno è dedicato all’agricoltura e all’erboristeria! Ovviamente ogni cosa è buona, comprese la gramigna e le erbe velenose!

 

[14] Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni

[15] e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne:

[16] Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle.

[17] Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra

[18] e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona.

[19] E fu sera e fu mattina: quarto giorno.

Cazzo, ma tutto questo apparato non lo aveva creato nel primo e secondo giorno? Oppure Dio ignora anche le più elementari nozioni di astronomia? In questo quarto giorno, Dio dimostra di aver dimenticato un suo siderale attributo: l’onniscienza!

 

[20] Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo".

[21] Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

[22] Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra".

[23] E fu sera e fu mattina: quinto giorno.

Dio, oltre a creare, nel quinto giorno benedice i pesci e gli uccelli e con benevolenza li invita ad una intensa attività sessuale!

 

[24] Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne:

[25] Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.

Questa mattina del sesto giorno, Dio crea ogni specie di animali terrestri e stranamente non li “benedice” come aveva fatto con i pesci e gli uccelli. Forse, trattandosi di Dio, aveva già precognizione dei lavori di Freud con relativo simbolismo!

Comunque ogni cosa è buona, compreso il famigerato serpente che tra poco manifesterà tutta la sua bontà!

 

[26] E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra".

[27] Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

[28] Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra".

Finalmente tocca a noi!

La prima cosa che stupisce è quel “facciamo”: che sia in opera l’iniziale soggetto plurale “Elohim” e quindi un insieme di dei “fanno” l’uomo? Oppure si tratta di un pluralis maiestatis provocato da una botta di orgoglio da parte di Dio che si rende conto dell’importanza di questa creazione? Mah! Comunque sia, lo fa a sua immagine e somiglianza. Poffarbacco! Ma Dio non è puro spirito? Cosa è questo antropomorfismo? Chi si crede di essere, Giove?

L’uomo che somiglia a Dio e viceversa!

Un dio che ci assomiglia è ben misera cosa, specialmente se questa somiglianza si estende anche alle caratteristiche morali! Tuttavia, il passaggio contiene forse quella verità ben colta dal bistrattato Feuerbach! L’uomo è servito da modello e in seguito la dimensione morale di Dio si manifesterà in tutta la sua “umanità”!

“Maschio e femmina li creò”: Che significa? Che l’uomo è bisessuale e in virtù della somiglianza anche Dio lo è?  Se è così, solo questo ci mancava: un Dio ermafrodito! Oppure che crea contemporaneamente anche la donna? Il fatto è che, per rimediare a questo pasticcio, Dio ripete la creazione dell’uomo e della donna con una diversa modalità! La cosa positiva in tutto ciò è che per fortuna li “benedisse”! Per l’uomo e per la donna, sesso a tutto spiano!

 

[29] Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.

Quei “vi” e “vostro” indicano chiaramente a chi Dio dà il nutrimento: ad Adamo ed Eva, creati contemporaneamente. A meno che Dio non dia del “voi”, di funesta memoria, ad Adamo!

 

[30] A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne.

Ai carnivori e agli onnivori non tocca alcunché: si devono arrangiare! Dieta strettissima, anzi, digiuno forzato!

 

[31] Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

Alla fine del sesto giorno, dunque, Dio porta a compimento la sua incongruente e problematica creazione! Così, sembra. Illusione…!



posted by Ofidius
in pensieri, dio , religione, bibbia, satira, umorismo, scherzi, genesi, diavolo, laicitĂ 

commenti (11)


Il sito

Il sito ufficiale è www.scherzibiblici.net

Un commento satirico, colto, irriverente, divertente alla Genesi biblica.

Chi sono

Utente: Ofidius
Nome: Ofidio Nasone
Un uomo senza tempo e senza spazi.
http://www.scherzibiblici.net

Il libro

Formato: 20 x 15, copertina in cartoncino plastificato, pagg. 200, cod. ISBN. Contributo per spese di stampa € 12 + € 2 per spese di spedizione.

Le persone dotate di senso umoristico e di interessi culturali inusuali possono contattarmi per concordare le modalitĂ  di spedizione.

Commenti Recenti

isadee in Botte e risposte&nbs...

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

bibbia
diavolo
dio
genesi
laicitĂ 
pensieri
religione
satira
scherzi
umorismo

Links

AltainfedeltĂ 
BACHECA di Galatone
goccedisogno
Il Blog di Pennarossa
LA LEONESSA
me...e le mie mille sfumature...
[?] aenigmata [?]

Bottoni

Commenti

isadee in Botte e risposte&nbs...

Ofidici Navigatori

*loading* Intrepidi ed audaci navigatori!

Credits

Html&Layout by Yaga